“从心”爱上意大利吧

作者:Mary Pan 潘玛丽

我一个月没登入 Facebook, Twitter, Youtube 了,因为这些网站在中国已被限制。

最近几天我在台北,登入 Facebook后立即感受到在意大利的华人社会的气氛。

因没有机会登入这些“留言板”,在一个月里我唯一能上线的社交网络是微信,因此我已经听说了Le Iene 在前段日子里播出的节目内容“中国人利用中国人”

先别说节目内容有多荒唐,这事发的主谋肯定是某人但总被说成是集体,实际上让我最伤心的事是华人社会的反应。请别误会我,我能理解也赞同你们所感受到的一切,也许也被已在网络里流传着(至少微信上)的另外一事给挑衅了,一名在Firenze 的商人(Pampaloni 先生)在他的店里展示了 “Italians Do It Better” (意大利做的更好)而且还展示了些“狗屎”以中国制造。其实这都是一些能引起注意力的方式,结果我觉得他也只给了自己打造了“很好”的广告。

今天我还在网络里看到这样的一条谣言“住在Prato的华人正在进口冷冻的狗头”,当然看到读者的回复是 ”在自己家做这些事吧,这么脏的人民,回你们的家去吧,还有其它相似的话题,也不先想想这其实是以引起种族仇恨而篇的谣言和得到多些“赞”…谁又能告诉我我们拿狗头来做什么呢?最起码篇些能让人相信的话题。

就像我之前提到过,让我感到非常不愉快的就是连华人都有许多肤浅的反应:“狗屎意大利人,如果不是我们谁会去工作,谁给你们钱,永远都于中国人做对,和其它相似话题”。那么我想说… 其实我们也不都在做同样的事吗?我们不也陷入了这愚蠢圈套吗?我这么说是因为我注意到了连我们都正在增加为大家说话的这种愚蠢的态度。

这瓶子慢慢的以在收集我不知什么时候会开始溢出。我所指的不是游行或罢工,而是绝望,这让我害怕。我怕这些华人会面对越来越多的人用影藏摄像头监督他们的行为,在更多的政府检查情况下会彻底和外界决裂。也许有人会说:中国人已经很封闭,他们还会更封闭吗? 对的,会比这样更封闭。

所以,我觉得每个人都有必要反应和努力。每个人都要表明他对意大利的爱。你读对了:你也爱意大利。

这几年有不少人建议我去中国,我的意大利朋友总会这么和我说:“你还在意大利干嘛?如果我是你,我肯定马上离开”。 我会对着自己的心说:“我能同样爱中国和像爱意大利吗”?在这里真的没什么可做了吗?我是唯一这么想的华侨吗?当然不是!那些说:“我讨厌意大利人把我当成外国人”那些人都是用意大利语说的。

请你思考下:你认识一些已离开意大利但对意大利无感情的人吗?

起码我圈子中没有,我所有认识的人,虽然他们移民到其它国家,但他们总会回来看看或做一些和意大利有关的事。如果我们仔细思考,我们真的不能没有意大利,虽然它让我们经历很多苦难,但是它带给了我们成长和改善的机会,

最近我听了一位宣教师的见证。她从小就没有父母,在孤儿院长大,生活充满了艰苦和痛苦, 有一天某人和她说:“第一个家不由我们自选,但我们能选择我们第二个家”,这句简简单单的话改变了她的一生。她决定承担所有的责任和追求她的目标,但我在这不想过度唠叨。

我提到这人的经验因我觉得我们大家都一样:我们大家都可以勇敢的选择,就算我们要养活一个家庭,就算钱方面有压力,就算我们身体不好。我们是不是选择了在意大利生活? 我们是不是选择留在这里?那我们就爱它吧。

我知道这很困难,尤其在最近情况下,但这是唯一能同住在一起的方法。关于那些人说意大利只属于意大利人,我很抱歉。我很抱歉唤醒了你们甜蜜的梦,但克里斯托弗 哥伦布 决定换方向!这个世界不停的在变。

最终,我想告诉大家在这几天我有了不少机会给台北的小学和中学讲了意大利历史和文化,只听到我是从意大利来的,他们的小眼睛马上就亮起来。 当我给他们看索伦托的超级大柠檬,圣安妮的温泉, 不同的奶酪和香肠和诸多的节日如狂欢节,他们就会 一起大声说:“哇噻” 而他们边玩边笑试着我教他们的意大利手势语言。

他们会在走廊里拦住我继续问我关于意大利的事,和我说我有多幸运可以在那里生活。

我们的小孩子会说这些话吗?大家都爱意大利,为什么我们却忘记了爱它呢?为什么我们只知道批评它而不去挽爱护它?

我们不能忘记我们每个人都有责任为了能更好生活在一起,受害的态度是没用的,谁不守规则和犯罪行为迟早会被发现,国家的边界是人制造的。判断不是我们的责任。不要在抱怨经济危机如我们首先不开发票。不要抱怨路不干净如我们第一把口香糖吐在地上。不要躲在 “大家都是这样做的” 这句话中。

如你想看意大利改进,请从自我开始吧。(我不唠叨了)

http://www.huarenjie.com/thread-2466733-1-1.html

意大利话

(R)innamoriamoci dell’Italia

di Mary Pan

Sono stata un mese senza Facebook, Twitter, Youtube perché in Cina questi siti sono inaccessibili. Trovandomi in questi giorni a Taipei, come ho riacceso Facebook ho immediatamente percepito l’aria che tira nella comunità cinese in Italia.

Non avendo avuto occasione di accedere a queste “bacheche”, per un mese il mio unico social network attivo è stato Wechat (un mix tra Facebook e WhatsApp), diventato ormai il mezzo di comunicazione sociale più potente tra i cinesi di tutto il mondo. Ero quindi già stata informata del fatto del servizio delle Iene girato settimane fa, il quale raccontava dei “Cinesi che sfruttano cinesi”.

Andando oltre all’assurdità dei contenuti del servizio di cui la responsabilità è certamente di un singolo che come sempre tende a parlare per tutti, il fatto che più mi ha ferito è stato a dire il vero, la reazione della comunità cinese. Non fraintendetemi, trovo normale e condivido la rabbia che si è scaturita, scoppiata credo anche dopo un’altra provocazione che ha fatto il giro della rete (almeno su Wechat) del commerciante di Firenze (un certo signor Pampaloni), che ha esposto nella sua vetrina: “Italians Do It Better”, esponendo “feci di cani” etichettandoli come prodotti Made in China. C’è sempre un metodo per attirare l’attenzione, e devo dire che si è fatto proprio una “bella” pubblicità e figura di “Made in Pampaloni”.

Oggi ho addirittura visto che c’è in giro questo link “i cinesi di Prato stanno importando teste di cani congelate”. Come al solito, i tipici commenti di questi post sono “facciano queste cose a casa loro, che schifo di popolo, tornatevene a casa vostra e blablabla” senza pensare che queste sono solo stupide invenzioni per istigare all’odio razziale e ricevere qualche “like” in più… ma poi, qualcuno mi spieghi cosa ci facciamo con le teste dei cani? Poteva almeno essere qualcosa di più credibile.

Ma d’altro canto come dicevo, ciò che più mi è dispiaciuto è stata la reazione altrettanto generalista e superficiale: “italiani di merda, se non ci fossimo noi chi lavorerebbe, chi vi darebbe i soldi, se la prendono sempre con noi cinesi e blablabla”. E allora mi chiedo… non stiamo facendo la stessa cosa? Non stiamo forse cadendo anche noi nella fossa dell’idiozia? Parlo così perché noto sempre di più anche da questa parte, l’arroganza di voler parlare per tutti.

Ormai il vaso piano piano si sta riempiendo e non so quando comincerà a traboccare. Non parlo di manifestazioni o scioperi, ma di rassegnazione, e questo mi fa paura. Ho paura che la comunità cinese che vede in giro tra i suoi negozi persone con telecamere “semi” nascoste, che subisce sempre più frequentemente controlli, prima o poi affogherà in una completa rottura con il mondo esterno. Forse qualcuno dirà: “più chiusi di così?” Eh si… più chiusi di così.

Penso sia quindi compito di ognuno, quello di reagire e prendere in mano la situazione. Ognuno nel proprio piccolo dovrebbe dimostrare che siamo ancora innamorati dell’Italia. Hai letto bene: anche tu sei innamorato dell’Italia.

Da anni mi viene proposto di trasferirmi in Cina e una delle classiche frasi che ricevo soprattutto dai miei amici italiani è “ma che ci fai ancora qui in Italia, fossi in te me ne andrei subito”. Ma io guardo dentro me stessa e mi dico “potrei mai amare la Cina come amo l’Italia?” Veramente non c’è più niente da fare qui? Sono l’unica di origine cinese a pensarla così? Macchè, siamo un’infinità! Il cinese che dice “odio l’italiano che mi tratta da straniero” lo dice in italiano!
Rifletti un attimo: conosci qualcuno che sebbene se ne sia andato dall’Italia non ne è rimasto legato? Almeno nel mio caso, tutte le persone che conosco, che hanno deciso di cambiare paese, tornano ogni tanto o fanno cose che hanno a che fare con l’Italia. Se ci pensiamo bene, non possiamo fare a meno dell’Italia. Perché ci ha dato la possibilità di crescere e migliorare, sebbene con tutti i suoi sacrifici.

Ultimamente ho sentito la testimonianza di una missionaria in Cina. Ha avuto una vita piena di difficoltà e di dolore essendo senza genitori e crescendo in un orfanotrofio, ma decise di cambiare la sua propria vita con una semplice frase che le fu detto un giorno: “non siamo noi a scegliere la nostra prima casa, ma siamo noi a scegliere la seconda”. Da quella semplice frase, decise di assumersi tutte le sue responsabilità e prese forza nel raggiungere tutti i suoi obiettivi che ora non vi sto a raccontare.

Il punto è che penso che tutti noi stiamo bene o male nella stessa situazione. Possiamo tutti prendere coraggio e scegliere. Anche se abbiamo una famiglia da mantenere, anche se siamo messi male economicamente, anche se siamo malati. Abbiamo scelto di vivere in Italia? Abbiamo scelto di restare? Allora Amiamola.
So che è difficile quando ci guardiamo intorno specialmente negli ultimi tempi, ma è l’unico modo per convivere. E mi dispiace per chi ci dice che l’Italia appartiene agli italiani. Scusate se vi sveglio dal vostro bel sonno, ma Cristoforo Colombo ha deciso di prendere l’altra direzione! Il mondo è in continuo cambiamento!

Per concludere, vi informo che in questi giorni ho fortunatamente avuto diverse occasioni di presentare la cultura e la storia italiana a classi elementari e medie in una scuola di Taipei, e al solo sentire che vengo dall’Italia i loro occhietti cominciano a brillare. Rimangono a bocca aperta e dicono “ooohhhh” nel vedere i limoni giganti di Sorrento, le terme di Saturnia, le diversità di formaggi, salumi, le numerosissime feste che abbiamo come il Carnevale, e ridono e scherzano mentre provano a fare i gesti del body language italiano che insegno loro.
Mi fermano per i corridoi chiedendomi altre cose sull’Italia, dicendomi che sono fortunata a vivere li. E sono solo bambini. Tutti amano l’Italia, perché noi invece ci stiamo dimenticando di amarla? Perché continuiamo a criticare e non ci buttiamo in prima persona?

Non ci dimentichiamo che ognuno di noi è responsabile per una migliore convivenza, che il vittimismo non serve a niente, che chi compie azioni ingiuste e illegali verranno poi alla luce, che i confini tra i paesi li hanno dati l’uomo. Non è nostro compito giudicare. Non ci lamentiamo della crisi se poi siamo i primi a non dare gli scontrini. Non ci lamentiamo delle sue strade sporche se poi sputiamo la gomma per terra. Non ci copriamo dietro a un “tanto fanno tutti così”.
Se vuoi vedere l’Italia migliorare, parti da te! (Ho finito la predica).

FONTE: http://www.yallaitalia.it/2013/11/rinnamoriamoci-dellitalia/

TRADUZIONE IN CINESE, a cura di Zhanxing Xu e Lele Chen

Posted by on 11 十一月, 2013. Filed under 协会新闻, 媒体发布, 文化. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.