MIER e Associna, mondi che s’intersecano, che si sfiorano, che si confrontano, in due giornate intense di dibattiti, tavole rotonde, talk show, interviste.

Le due giornate hanno visto l’intervento di molti esponenti del MIER, tra cui il rappresentante di Associna a Bologna Sun Wenlong, docenti universitari, giornalisti e autorità locali. L’evento si apre con il discorso della vicesindaco di Bologna, Adriana Scaramuzzino, in cui si pone l’accento sull’importanza di investire sui giovani e di creare una società dalle pari opportunità: “Conoscere i propri diritti porta all’acquisizione della consapevolezza, e di conseguenza alla conoscenza dei doveri; solo in questo modo si giunge a una società paritaria, inclusiva, in cui si superano i pregiudizi e stereotipi”. Con queste premesse inizia la tavola rotonda, dove si discute seguendo due filoni principali: il diritto all’auto-rappresentazione della cittadinanza straniera per costruirsi un’identità “ultra-italiana” e il confronto tra i media interculturali e quelli a larga diffusione, che spesso sono caratterizzati da un linguaggio stigmatizzante nei confronti dei cittadini stranieri.
La seconda giornata inizia sulle dolci note in Douala di Alex Nkuin, un ragazzo del Camerun con una grande voce che avvolge tutto il pubblico in un grande coro, cantando insieme “Dipita”, ossia “Speranza”. Nella cappella Farnese di palazzo d’Accursio, Radio Asterisco, trasmittente radiofonica con una redazione interculturale, intervista in diretta i rappresentanti del MIER. Tra i molti interventi spicca quello di Sun Wenlong, che riceve un caloroso applauso e approvazione dal pubblico. Nel suo discorso egli descrive la grande ricchezza della nascente
cultura Italo – cinese, rappresentata soprattutto dai giovani, nei quali ha avuto luogo una sorta di connubio tra le due tradizioni, quella dei genitori cinesi, e quella della patria d’adozione: “Anche noi siamo Italiani…quello però che per gli italiani spesso rappresenta il diverso, lo sconosciuto, il mistero, per noi è normalità e quotidianità”.
Come gli altri media interculturali, quindi, Associna ha molto da offrire proprio da questo punto di vista: non solo contro-informazione, ma anche informazione, su ciò che siamo, facciamo, sulla realtà e quotidianità della vita da italo-cinesi. “In fondo la comunicazione non è solamente diretto verso il mondo esterno, ma anche verso noi stessi, e si definisce la propria identità non attraverso negazioni, ma su una base indipendente”, afferma il direttore de “Il Tamburo”, Raymond Dassi.

Questo è proprio il principio su cui si deve basare “l’editoria emigrante”, per durare nel tempo e per cominciare a impiantare delle radici solide nel mondo mediatico.