La storia di Liang ShanBo e Zhu YingTai

梁山伯與祝英台

Si narra che verso il 500 D.C. in una cittadina dello ZheJiang vivesse una fanciulla bella ed intelligente.

Fin da piccola aveva studiato con i fratelli e diventata grande voleva continuare a studiare ma in quell’epoca le scuole erano aperte solo per gli uomini. Allora la fanciulla, di nome Zhu YingTai si travestì da uomo e convinse il padre a mandarla nella famosa città di HangZhou a studiare. Il padre, dopo le mille insistenze dell’amata figlia, acconsentì, seppur a malincuore.

E così YingTai partì alla volta della città con la sua ancella anch’ella travestita da uomo. Durante il viaggio incontrarono, in un padiglione costruito per i viandanti, un giovane bello e gentile, anch’egli andava ad HangZhou per studiare. I due giovani ben presto diventarono amici e decisero, prima di arrivare in città, di fare una cerimonia che li avrebbe legati più di due fratelli, per caso passavano su un grazioso ponticello, s’inginocchiarono e fecero la cerimonia.

Arrivati in città i due amici naturalmente entrarono nella stessa scuola. Condividevano la stessa stanza e lo stesso letto. YingTai era sempre vestita da uomo ma aveva paura di essere scoperta, soprattutto di notte, escogitò allora uno stratagemma: ogni notte metteva un’ampolla d’acqua in mezzo al letto tra lei e ShanBo, di modo che se fosse successo qualcosa l’ampolla si sarebbe rovesciata e l’avrebbe bagnata svegliandola. Ma non successe mai niente.

L’amicizia tra i due giovani diventava sempre più profonda e YingTai a poco a poco si innamorò dell’amico. Ma non poteva rivelargli la sua vera identità, la fanciulla infatti si vergognava e in quel periodo la donna non poteva rivelare per prima l’amore. Solo che ShanBo non aveva la minima idea che l’amico in realtà fosse una donna e non provava per lei che pura amicizia. La sola persona che sapeva la verità era la moglie del loro maestro a cui YingTai si era rivolta per conforto e consiglio.

Passarono tre anni e il padre di YingTai le ordinò di tornare a casa perché era ormai tempo che lei andasse in sposa. YingTai non potè fare altro che obbedire. ShanBo l’accompagnò per un lungo tratto, nessuno dei due voleva separarsi dall’altro e YingTai per tutto il tragitto escogitò tutti i mezzi che le venivano in mente per far capire a ShanBo che in realtà lei era una donna e che lo amava. Avrebbe voluto sapere se anche lui provava lo stesso sentimento e se era disposto a prenderla in sposa. Ma lui non capì e alla fine si separarono. YingTai era disperata.

ShanBo tornato alla scuola era molto abbattuto e ripensava alle strane parole che YingTai gli aveva rivolto e a tutte le strane situazioni in cui si erano trovati in quei tre anni, ma non riusciva a capire. La moglie del maestro, che passava per caso, lo vide, e commossa dalla loro storia raccontò a ShanBo la verità. Tutti i pezzi del puzzle andarono al loro posto e a poco a poco ShanBo si rese conto che il sentimento che provava per YingTai era profondo amore. Parti’immediatamente per raggiungere la fanciulla e chiederla in sposa.

Purtroppo, quando arrivò davanti al padre di YingTai si vide rifiutato con violenza: il clan dei Liang era povero mentre il clan dei Zhu era ricco, mai il padre avrebbe acconsentito ad una simile unione! Liang ShanBo e Zhu YingTai ebbero un ultimo colloquio, angosciato e pieno di dolore e nostalgia sul balcone della fanciulla e poi ShanBo dovette andarsene. Appena fuori dalla stanza della fanciulla, venne acciuffato dai servi e sbattuto fuori di casa.

Il padre di YingTai subito combinò un matrimonio per la figlia: sarebbe andata in moglie ad un figlio del clan dei Ma e nessuna supplica della figlia fece effetto. Intanto ShanBo era tornato al suo paese natale, prostrato dal dolore si ammalo’gravemente e non potè fare altro che giacere a letto. Quell’inverno, con in mente l’immagine sfavillante del suo amore, il suo corpo non ce la fece e l’anima volò via e ShanBo morì. Nel suo testamento chiedeva di essere sepolto nella cittadina dell’amata e almeno questo suo desiderio venne esaudito.

Udita la notizia della morte dell’amato YingTai quasi impazzì dal dolore e supplicò ancora e ancora il padre di non mandarla in sposa al clan dei Ma. Ma il padre fu irremovibile, allora YingTai acconsentì ma a due condizioni: voleva vestirsi di bianco (il bianco e’il colore del lutto in Cina. nda) e voleva che la processione nunziale passasse accanto alla tomba di ShanBo, prima di arrivare alla casa del futuro marito. Il padre, pur di farla sposare accettò queste condizioni e venne preparato il matrimonio.

Il giorno stabilito, YingTai, vestita di bianco e con il cuore a pezzi, salì sulla portantina nunziale. La processione arrivò di fianco alla tomba di Liang Shanbo. Zhu YingTai alzò la tenda della portantina e con la voce rotta dal pianto urlo’verso la tomba dell’amato:
se è rimasto qualcosa del tuo spirito e del tuo amore allora apri la tomba!
se nulla invece di te e del nostro amore e’ rimasto, allora sarò moglie di un’altro!
Improvvisamente il cielo si rannuvolò, fulmini e lampi saettarono nel vuoto. La tomba di Liang ShanBo si aprì e prima che chiunque avesse il tempo di reagire Zhu YingTai si gettò nella tomba aperta. E la tomba si richiuse dietro di lei.

Il cielo ridivenne sereno, lampi e fulmini sparirono, la tomba di Liang ShanBo si riaprì e uscirono due farfalle che volavano assieme e insieme sparirono all’orizzonte.

Erano Liang ShanBo e Zhu YingTai.

Jada Bai

Posted by on 14 novembre 2011. Filed under Racconti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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