Lettera di Risposta di Mary Pan

Carissimi tutti,
per prima cosa voglio ringraziarvi per aver letto il mio articolo su Yalla Italia ed Associna, che era stato scritto per essere un invito a una riflessione universale, senza distinzioni di razza. Come immaginavo, le reazioni sono state variegate.
Sono contenta e grata del lavoro del team di traduttori che hanno scelto il titolo “从心爱上意大利吧” per il forum di Hua Ren Jie (un importante portale cinese in Europa): hanno sostituito“重心” [chong xin], “rinnovo” con l’ideogramma dalla quasi identica pronuncia “dal cuore”[cong xin]. Purtroppo questa romantica traduzione sembra non sia piaciuto ad alcuni.

Vi ringrazio per i molti incoraggiamenti, mi avete fatto tanto piacere! Così come ringrazio chi mi ha anche esposto le proprie critiche in ciò che ho scritto. Non capisco esattamente se alcune questioni sono scritte per provocarmi o per aumentare il numero di simpatizzanti che ancora vivono quotidianamente un sentimento di odio verso l’Italia.
Però ho una domanda per queste persone: scusate, ma cosa c’entrano le questioni davoi tirate fuori con quello che ho scritto io? Trovo inutile che alcuni interpretino tra le righe o tirino fuori cose che non ho mai scritto o pensato. Non mi sembra di aver mostrato odio verso il popolo cinese, che considero sempre e comunque mio. Non significa che se parlo bene dell’Italia, allora odio la Cina.
Rispondo ad alcuni commenti di Hua Ren Jie che mi hanno colpito: Molti dei lettori pensano che chi sia nato e/o cresciuto in Italia – sogni di essere come un italiano, rinneghi le proprie origini, si senta superiore ai cinesi. Scrivono che le persone “come me” ovvero “banane” (fuori gialle e dentro bianche) sognano di essere come gli italiani, ma agli occhi loro rimarranno sempre con la pelle gialla e gli occhi a mandorla. E ho pensato: meno male! Sia ringraziato il cielo! Magari è il loro sogno inconscio!
Io i miei tratti somatici me li voglio tenere ben stretti! Anzi… me ne vanto! Se volessimo veramente diventare come gli italiani, saremmo in fila dai chirurgi estetici per somigliare a Monica Bellucci.
Io non cerco di essere inserita nella società italiana, io ci sono dentro già da una vita! Mi sembra stupido dire una cosa per me tanto ovvia, ma a quanto pare serve ricordarlo: le diversità valorizzano una società, dipende tutto dalle persone valorizzarle positivamente.
Trovo inutile e a volte strano sentire persone che si ritengono fuori da un contesto in cui fisicamente vivono: respiriamo la stessa aria e condividiamo gli stessi spazi, quindi come fai a non esserne parte? Vuoi o non vuoi – ci stai dentro. Sei tu a decidere come muoverti o come collaborare. Non solo in Italia ma in tutti i paesi del mondo, Cina compresa.
Il lettore in questione ha addirittura esordito dicendo che “ho subito un lavaggio di cervello”. Mi dispiace ma non sono io quella, forse sei tu quello che si fa influenzare da quello che ti dicono i media e le persone che cercano di dividerci per etnie e categorie sociali. Questo è il vero lavaggio del cervello!
E se io vivessi in una condizione meno agiata? Io ho scritto il mio articolo proprio perché sono consapevole delle difficoltà che viviamo: sono questi stessi problemi nei momenti di grandi crisi che a volte portano alle soluzioni più inaspettate. E queste azioni, che sembrano difficili da fare, sono in realtà quelle più piccole e assurde, ma che poi ti migliorano la vita. Per questo ho scritto l’esempio di non gettare le cose per strada. Sembrerò arrogante, ma sono sicura che se ognuno pensasse a sé stesso, allora in questo Paese si vivrebbe molto meglio. Per chi pensa che io sia una che non sappia cosa significhino i sacrifici che passano i cinesi all’estero, vi inviterei a riflettere due, tre, sette volte prima di scendere a conclusioni affrettate e poco rispettose. È vero, sono certamente più fortunata di altre persone che sono emigrate qui, e per questo ringrazio i miei genitori e la mia famiglia che nella povertà, nei disagi, nelle fatiche quotidiane, nella malattia, nella discriminazione, mi hanno accudito sempre vicino a loro senza mai avermi trasmesso visioni negative della vita.

Infine mi sono stupita di alcuni commenti rivolti a noi, figli di famiglie cinesi nati in Italia: è vero che siamo fortunati e non abbiamo passato quello che avete passato voi. Ma non dimenticatevi che siamo stati anche noi ad aiutarvi nelle questure, nelle scuole, negli ospedali, nelle poste, nelle banche, negli uffici dei comuni… Perché disprezzate tanto le persone che cercano di fare il possibile per mediare i due mondi, quello italiano e quello cinese? Non pensate che tante volte siamo i primi a sentirci stranieri sia nel Paese di origine che nel Paese in cui cresciamo? Tutti noi siamo diventati grandi affrontando le nostre identità e culture che si scontravano continuamente. Io in particolare sono scesa ad una conclusione: amo entrambe le culture allo stesso modo. Fatevene una ragione e non andate a ferire con le vostre parole così superficiali quelli che poi potrebbero essere i vostri amici, figli o fratelli.
A chi invece continua a generalizzare parlando come se qui in Italia avessimo incontrato solamente italiani ostili verso gli stranieri, io vi inviterei nuovamente a riflettere: se fosse veramente così, non avremmo resistito una settimana qui in Italia. Non penso che in tutto questo tempo, tutte le persone diversamente cinesi che avete incontrato in questo Paese, non ce ne sia stato nemmeno una che vi abbia sorriso, aiutato o accolto amichevolmente. E sono sicura che ce ne siano stati ben più di una. Non roviniamo un popolo intero per quelle poche persone che ci hanno mancato di rispetto. Anche noi veniamo giudicati sempre per colpa di alcuni. Allora non facciamo lo stesso sbaglio!
Concludo poi facendo i miei auguri ad un lettore di Huarenjie in particolare: auguro a te caro commentatore ed a quelli che la pensano come te di guadagnare presto i tuoi soldi e di avere fortuna in patria. Però non dimenticarti che ogni Paese ha i suoi problemi: quando te ne andrai, spero almeno che cancellerai il tuo nome italiano. Perché se disprezzi questo Paese con i tuoi amici e poi ti fai chiamare “Solo Pietro” per facilità, allora mi sembra che sia tu quello confuso ed incoerente. Io almeno il mio nome ce l’ho così perché me lo hanno dato i miei genitori e lo tengo con serenità.
Scusate per la lettera così lunga, ma ho trovato necessario fare chiarezza,
Saluti a tutti e grazie,
Mary Pan

 

Foto di Stefano Compagnucci

 

 

Leggi l’articolo originale qui

Leggi la traduzione in cinese 中文 qui: http://www.huarenjie.com/forum.php?mod=viewthread&tid=2466733&pid=8123051&page=3&extra=#pid8123051

 http://www.associna.com/cn/2013/11/26/%e6%bd%98%e7%8e%9b%e4%b8%bd%e7%9a%84%e7%ad%94%e6%a1%88/

Posted by on 26 novembre 2013. Filed under Prima Pagina, Racconti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 Responses to Lettera di Risposta di Mary Pan

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  4. mary pan è destinata a diventare, sicuramente, una leader, e spero vivamente, che riuscirà, nel suo intento lodevole, di abbattere le attuali resistenze politiche e sociali di una parte del popolo cinese che vive all’estero, ad una integrazione sempre più completa. in bocca al lupo mary pan!

  5. Ciao Mary,

    anch’io come te sono cresciuto e nato in Italia, amo e rispetto sia l’Italia che la Cina.

    Penso che oggigiorno, molto è dipeso per tutti noi sia dal nostro grado di educazione nonchè del rispetto del prossimo.

    Molto spesso la non sopportazione fra Cinesi e Italiani è dovuta più dall’ignoranza in entrambi le parti che non per altri motivi.

    Certo questo è un periodo di crisi economica in Europa ed è un momento difficile che deve fare riflettere tutti, perchè a causa dall’incomprensione potrebbero sorgere problemi di carattere razziale.

    Mi auguro solo che ci sia più distensione fra tutte le parti sociali, in modo da risolvere insieme tutti i problemi presenti e che si superino tutti i preconcetti che purtroppo affliggono la ns. Comunità di origine cinese

  6. Bravissima, sottoscrivo in toto quello che hai scritto.
    Sono figlio di babbo cinese e mamma italiana, non ho i caratteri somatici cinesi.
    Però mi sono sempre sentito cinese e ne sono sempre stato fiero.
    Quando mi offendevano x le mie origini mi facevano male ma…….ingoiavo e via!
    Ora ho 69 primavere e sono corazzato come una tartaruga.
    Ciao da Paolo Hu

  7. Lei Mary è un esempio positivo di integrazione, un ottimo esempio. E gli esempi positivi purtroppo attirano sempre su di se sentimenti astiosi da parte di chi trovandoseli di fronte si sente improvvisamente in difetto. In difetto perché la tua sola esistenza dimostra che integrarsi, sentirsi parte di due culture contemporaneamente, amarle entrambe, è possibile. E lo è grazie ad una SCELTA DEL SINGOLO, una scelta di apertura verso il mondo piuttosto che di chiusura in se stessi, o in altre gabbie mentali.

    La società cinese non è perfetta, la società italiana non è perfetta. Insieme si può, nel nostro piccolo, contribuire a migliorarle entrambe prendendo il meglio di ognuna, piuttosto che fare il contrario.

    Le auguro Mary ogni fortuna e di avere sempre la forza per non farsi abbattere da commenti o persone ostili, e se con la sua lettera o altri scritti o con la sua sola presenza farà cambiare certe idee di chiusura e odio anche solo ad una persona, avrà fatto qualcosa di positivo per questo mondo. Ne vada fiera!

  8. claudia terrusi

    Mary Pan, le donne cambieranno lentamente questo mondo , con l’elasticità, la comprensione e l’amore per la vita . Siamo cittadine del mondo, chi è razzista è ottuso e gretto, sempre.
    Vai avanti così, sei una bellissima italocinese!!

  9. Grazie Mary, devo ammettere che non pensavo che i cinesi disprezzassero tanto gli italiani. Un po’ superficialmente mi viene da pensare che se ti fanno schifo le persone di un certo Paese, che non è il tuo, puoi sempre tornare a casa tua (tra l’altro ormai conviene trasferirsi in Cina visto che è infinitamente più ricca dell’Italia). Sempre che poi a casa tua si stia davvero così bene, se tutte le democrazie fossero come la Cina saremmo messi proprio male, però sputare nel piatto in cui si mangia mi pare quantomeno scortese. Però torno a ripeterti grazie, almeno adesso so cosa pensano davvero di noi. E so quanto saranno falsi certi sorrisi.
    Ragionando meglio, posso anche accettare il disprezzo, in fondo molti italiani non sono da meno in senso inverso: proprio poco tempo fa mi è capitato di occuparmi in un articolo (sono un giornalista, lo ammetto) di una delle tante leggende sulla comunità cinese. Tutta da ridere.
    E in fondo degli insulti, e degli sciocchi, è meglio non curarsi e lo dico anche per te, le banane sono buone e ricche di potassio quindi…
    Anzi se fosse possibile colgo l’occasione per dirti che quale che sia la forma sarebbe un piacere collaborare con te per costruire ponti come mi sembra che tu stia tentando di fare

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