I gatti arrosto nei risto cinesi, aidaa colpisce ancora - page 4 - Disinformazione e luoghi comuni - Associna Forum

Autore Topic: I gatti arrosto nei risto cinesi, aidaa colpisce ancora  (Letto 13530 volte)

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cavallo

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« Risposta #45 il: 23 Ottobre, 2009, 12:33:38 pm »
no, NON SOLO nel medioevo e NON SOLO durante e dopo la guerra perché non puoi paragonare un pollo ad un gatto, in quanto il gatto ha caratteristiche (e a quanto pare sapore) simili a quelle della lepre (se ben frollato, del coniglio), carne PIU' PREGIATA del pollo:

ripeto:
a) "levre de copp" é piatto TRADIZIONALE della cucina ligure (la fonte te la ho detta; De André era un esperto di gastronomia), non solo nei periodi di guerra e miseria acuta;

b) http://www.coquinaria.it/archivio/stori ... olo37.html
 "Abbiamo visto che pochi secoli fa (o pochi decenni?) mangiavamo gatti "
pochi decenni fa non era il medioevo;

c) http://www.giallozafferano.it/Guide-e-C ... che-Veneto
"Tipica ricetta del Vicentino, sempre a base di carne, è il ôgatto alla Vicentinaö, molto in voga nei periodi di miseria e povertà che in passato hanno colpito la regione. "

era ovviamente più usato in periodi difficili, ma i "periodi di povertà" non coincidono solo con la guerra e inoltre la giusta tua osservazione che in periodi di carestia si mangia DI TUTTO non va bene con il fatto che in quei casi NON SI CREANO RICETTE CON TANTO DI NOME ("gatto alla vicentina"): prova a vedere se ci sono ricette di topo in Italia, regolarmente mangiato nelle guerre fino a tutto il XVII secolo....;

d) dato che il gatto fa parte della cucina tradizionale austriaca (ripeto, non solo fra i poveracci, ma anche, fino a pochi decenni fa, nei ristoranti viennesi e tirolesi) e dato che il Triveneto (Friuli, Sud-Tirol/Alto Adige e Trentino fino al 1918, Veneto fino al 1866) faceva parte culturalmente e politicamente dell'Impero Austroungarico l'influsso (NEI RISTORANTI) della cucina austriaca, gatto compreso, era assai forte;

e) sai come erano detti fino agli anni '50 i Veneti dispregiativamente sai lumbardò "magnagati" (mangiagatti)....

http://guide.supereva.it/mangiar_bene/i ... tandum-est
Da lì sarebbe derivato il detto: ôvicentini magnagatiö. Attualmente in Italia è vietato cucinare gatti, anche se qualcuno forse di nascosto continua a farlo, ma nella storia di Vicenza ci sono moltissime vecchie ricette soprattutto in dialetto che fanno riferimento a questa pietanza. In queste spesso si legge di scegliere un gatto di campagna giovane e ben nutrito, possibilmente di razza certosina, apprezzata già nell’antichità per la prelibatezza delle carni. Il gatto poi, (morto ovviamente), dovrà essere tenuto circa una settimana a frollare sotto la neve, perci? questo piatto potrà essere preparato solo negli inverni nevosi, come vuole la vera tradizione vicentina.ö

f) la ricetta del "gatto alla vicentina" include spezie costose come la cannella, che ne mostrano l'origine non da carestia
http://www.cervarese.org/Public/CUDetta ... spòCont=15
(riporto il link non certo per incitare a cucinare felini ma per mostrare la non povertà degli ingredienti, vedi appunto la esotica cannella)

g) mia nonna materna era biellese e nel Biellese (e altrove in Piemonte, come perfino in Sardegna)  il gatto era piatto normale contadino fino agli anni Cinquanta del XX secolo

basta?
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cavallo »
"anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti" (Fabrizio De André)

Zoee

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« Risposta #46 il: 23 Ottobre, 2009, 13:07:58 pm »
In che senso "basta" ?
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Zoee »

cavallo

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« Risposta #47 il: 23 Ottobre, 2009, 13:17:03 pm »
chiedevo se bastano i riferimenti che ho fornito a piatti delle tradizioni gastronomiche (e quindi non emergenziali) di varie regioni italiane 8ed alle influenze su alcune di esase dall'Austria) per rispondere compiutamente ai tuoi dubbi, zoee

altrimenti mi impegno a cercartene altri
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cavallo »
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« Risposta #48 il: 23 Ottobre, 2009, 13:51:07 pm »
Bhe allora no, non mi basta!
Basarsi sul testo di  una canzone ed alcuni siti amatoriali di cucina sinceramente non mi basta.
La fonte piu' interessante e' tua nonna e la mia :wink:   la mia  e' veneta  e ti posso assicurare che dopo la guerra nessuno dalle sue parti ha piu' mangiato certi animali compresi i gatti. Comunque non escludo che ci possano essere stati dei casi in campagna, dove si sono consumati gatti fino agli anni 50. Ma affermare che era prassi comune cucinare gatti,  mi sembra  poco probabile.

Ma c'e' veramente una legge che proibisce di cucinare gatti?

Per quanto riguarda i ristoranti cinesi e i gatti, ho sempre sentito questa storia (non ricodo nemmeno quando la prima volta) e in un forum
"di mamme-pappe&pannolini" si e' discusso a lungo su questo.
Alcune dicevano che il pollo del ristorante cinese non sa di pollo, quindi sara' qualcosa d'altro alludendo al gatto e al topo. La discussione si e' subito divisa in due parti nettamente schierate. Chi non frequentava i ristoranti cinesi perche' cucinano (secondo loro)gatti, topi ed altro, e chi invece si poneva la domanda perche' la carne di pollo avesse quel sapore e consistenza.
Alla fine dopo aver esposto ognuno le proprie idee e testimonianze, si e' concluso che per chi non frequentava i ristoranti cinesi=avrebbe continuato ad evitarli.
Mentre chi si poneva la domanda sul sapore del pollo= c'e' stato uno scambio di ricette...che ho perso, visto che ero l'unica che non avesse ancora un wok! (veramente non ce l'ho ancora adesso perche' ogni volta che ne vedo uno mi pongo il problema se sia il modello e il tipo giusto).

Una mia  osservazione-
 come succede per esempio, per gli avvistamenti di UFO, che aumentano sempre in concomitanza con l'uscita di un film o di un libro, penso che anche la storia "dei gatti nei ristoranti cinesi" sia in un certo senso collegataa qualche eppisiodo simile.
 Ad esempio anni fa usci un film della serie Fantozzi, dove in un villaggio turistico in Africa il protagonista rag Ugo Fantozzi chiedeva cosa ci  fosse nel piatto locale e gli rispondevano "Dopo dopo". Fantozzi pensava volesse dire "dopo glielo dico" invece intendevano "Topo, topo".
In quel periodo TUTTI pensavano che in tutta l'Africa si mangessero solamente topi. Scusate forse e' un esempio non molto "nobile", ma molti luoghi comuni nascono da cose banali come certi film ....
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Zoee »

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« Risposta #49 il: 23 Ottobre, 2009, 14:14:38 pm »
beh allora ti spiego meglio:

quanto alla canzone, Fabrizio De André era un appassionato gastronomo (oltre che cultore di tradizioni popolarin sia liguri che sarde) e la canzone "Creuza de ma" elenca vari titoli di RICETTE tradizionali liguri, fra cui frittura di pesciolini, cervelli di agnello, lasagne da tagliare ai quattro sughi, pasticcio in agrodolce
 e appunto "levre de copp"
http://spazioinwind.libero.it/lalcova/creuza_de_ma.htm

ora si dà il caso che (e questo vale anche per il "gatto alla Vicentina" la formazione di una RICETTA prescinda sempre dai periodi di emergenza alimentare (chi ha fame non si preoccupa di elaborare ricette, condimenti, tecniche, e tantomeno di codificare regole di preparazione!!!) quindi basterebbe questo per dimostrare che in Liguria ed in Provincia di Vicenza il consumo del gatto secondo ricette elaborate (e pratiche come la frollatura e la maceratura, del tutto incoerenti con la fretta della fame e della guerra) NON HA A CHE VEDERE con il consumo generalizzato (di ben altro che il gatto..., oltre che di gatti, cani, topi, ecc.) in casi estremi (carestie, assedi, guerre, ecc.); NON in tutto il veneto si mangiava gatto, ma soprattutto a Vicenza ed in alcune aree del bellunese, oltre che in Carnia, in Friuli, in SudTirol, in Trentino, in aree del Piemonte, in aree della Sardegna (MAI nel Meridione, salvo le emergenze).

per dimostrare che un prodotto é/era considerato cibo non di emergenza basta quindi trovare UNA RICETTA TRADIZIONALE che lo riguarda: io te ne ho fornite notizie di DUE da DUE AREE DIVERSE, se vuoi nei prossimi mesi te ne trovo altre (ma se sei interessata, cercale anche tu su Internet).


quanto alla legge italiana, sì, probisce (ipocritamente) di cucinare gatti e cani perché "animali di affezione" ma non conigli (che pure possono essere tenuti a casa come animali di affezione), agnellini, vitellini, paperette, ochette, uccellini, ecc. e notoriamente i tabu alimentari (culturali) sono del tutto diversi non solo fra le singole culture ma nel tempo...
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cavallo »
"anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti" (Fabrizio De André)

Zoee

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« Risposta #50 il: 23 Ottobre, 2009, 14:56:39 pm »
Riguardo alle ricette regionali "sui gatti" avro' modo di chiedere maggiori informazioni a persone che lavorano nel campo della gastronomia regionale e domani invece chiedero' alla nonna :-D

Nooo non postare ricette di gatti,
Grazie,
ho perso il mio e sono ancora in lutto...oramai da anni.

Non conosco questa legge, e sinceramente non condivido che il termine "animali d'affezione" sia rivolto solamente a cani e gatti. qualsiasi animale introdotto in casa ci si puo' affezzionare e "addomesticare".

Saresti in grado di risalire al periodo in cui si e' sparsa la voce dei ristoranti cinesi e i gatti?
Bisognerebbe fare una ricerca tipo quelle che scoprono le origini delle leggende metropolitane, non facile ma sicuramente interessante.
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Zoee »

vasco reds

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« Risposta #51 il: 07 Agosto, 2010, 16:47:17 pm »
e poi si lamentano per un cane o 2 gatti.....

http://it.finance.yahoo.com/notizie/lo- ... d.htmlòx=0

 :smt078
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