Stampa italiana, organi di informazione Italiani - Disinformazione e luoghi comuni - Associna Forum

Autore Topic: Stampa italiana, organi di informazione Italiani  (Letto 1280 volte)

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kinzika

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Stampa italiana, organi di informazione Italiani
« il: 28 Marzo, 2009, 00:29:15 am »
Sono indignata e non ne posso più, le tecniche di comunicazione, di cercare sempre capri espiatori le conosco molto bene... c'é stata l'epoca della popolazione Albanese,  e poi i Rumeni e... e ora la stampa italiana si è accanita non si sa bene per quale ragione di fondo (invidia?) sulle comunità cinesi...
IO DIREI BASTA PER NON FAR RIDERE I POLLI. Allora... un conto è FARE INFORMAZIONE, un altro è scrivere quello che fa comodo al momento per fare notizia...  BAD NEWS GOOD NEWS CERTO VERO?? che strano che strano, adesso va di moda vero? E domani allora con quale altra popolazione prendersela solo perchè L'ITALIA non è in grado di creare un'armonia fra i nuovi equilibri economico-sociali globali questo non significa dover vedere la trave nell'occhio del vicino di casa.. compreso? Inteso?
Vergogna doppia e tripla... mi vergogno di rimanere in questo Paese privo di spirito AUTOCRITICO. Basta capri espiatori. Guardiamoci negli occhi, meditiamo e cerchiamo di essere un po' rigidi con noi stessi che è meglio, altrimenti le cose qui non cambieranno mai in meglio!!!!!!! Evviva le comunità cinesi in Italia, evviva i cambiamenti di equilibri ed evviva il NUOVO CHE AVANZA!!
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da kinzika »
sono responsabile di quello che scrivo non di quello che capisci tu. Anonimo(?)

cavallo

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« Risposta #1 il: 28 Marzo, 2009, 07:50:59 am »
ieri a Roma c'é stato un importante convegno organizzato dalla CGIL , dalla Federazione Nazionale della Stampa, dalla Facoltà diScienza della Comunicazione dell'Universityà LA SAPIENZA e dalla CGIL (che avevo annunciato in altro topic) sul ruolo dei media in rapporto alla formazione/alla lotta circa gli stereotipi razzisti e xenofobi.

sono stati mostrati un video realizazto da studentesse della facoltà e  
dati assai interessanti (soprattutto da parte del Prof. Morcellini, preside di quella facoltà, che guida uno studio su tali temi dal 1999) su:
- le forme in cui si realizza la campagna di criminalizzazione xenofoba da parte dei media verso i vari gruppi etnici (Rom, Rumeni, Cinesi ecc.), ad esempio con un'analisi delle "parole-chiave" usate e del trattamento differenziale delle notizie;
- la prevalenza data in tale ambito al trattamento degli eventi che riguardano i migranti dal punto di vista dell'"EMERGENZA";
- l'andamento di quella campagna in rapporto cone le vicende politiche italiche (il picco é stato nel 2007);
- la correlazione precisa fra l'andamento di tale campagna in particolare nei media televisivi (che sono quelli essenziali per la conformazione dell'opinione pubblica) e la formazione di un "pensiero razzista diffuso" in generale ed in particolare nella maggioranza degli Italiani meno colta: tale correlazione mostra che in genere ci vogliono da3 a 6 mesi di distanza per registrare nelle opinioni efetti della campagna, che però poi restano nel profondo;

é stato fatto anche notare come in realtàn i giornalisti italiani sarebbero vincolati da un codice deontologico detto "arta di Roma" che stabilisce i criteri per evitare simili infamie e come sia essenziale una collaborazione fra oganizzazioni dei giornalisti, sindacati, associazioni dei migranti e università per:
* trasferire tali regole nella formazione dei giornalisti e negli esami per diventare giornalista:
* impore il loro rispetto ad opera cei Comitati di redazione, al di là dell'orientamento ideologico delle testate e dei direttori;
- colpire chi viola le norme:
smascherare la campagna suddetta e i soi promotori, anche in alre aree non giornalistiche (on paticolare la politica).

la battaglia  per la VERITA' (non per l'"imparzialità", che non esiste) e si deve fare dappetutto, anche su Forum come ASSOCINA!
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cavallo »
"anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti" (Fabrizio De André)