le arti marziali cinesi in Italia: quale crescita? - Costume & Società - Associna Forum

Autore Topic: le arti marziali cinesi in Italia: quale crescita?  (Letto 2503 volte)

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cavallo

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le arti marziali cinesi in Italia: quale crescita?
« il: 15 Gennaio, 2012, 15:04:18 pm »
uno degli elementi che fa molta scena inn questi giorni di iniziative nei diversi territori collegate alla "festa della Primavera" (Capodanno Cinese) sono le esibizioni di arti marziali cinesi, da parte di palestre e scuole (spesso anche protagoniste delle "sfilate del dragone") gestite in larga parte da Italiani 8talora con la presenza di maestri cinesi).

apro questo thread per stimolare ad affrontare la questione della diffusione crescente delle arti marziali cinesi in Italia (che vede ad esempio l'UISP aver creato una Lega Discipline Orientali specifica, oltre che l'esistenza di tanti centri autonomi e talora conflittuali....), dopo decenni in cui le più conosxciute e praticate erano quelle "giapponesi" (o presunte tali...) e specificamente (ma non solo) i sub-temi seguenti che per me sono assai significativi:

- esistenza e/o carenze di collegamenti trasversali fra la diffusione/moda delle arti marziali cinesi e l'approccio ad altri aspetti della cultura cinese (medicina tradizionale, gastronomia, simbologie iconografiche, calendario, arte, calligrafia, feng-shui, ecc.), anche in termini di interazioni "a rete" fra soggetti del commercio, scuole, palestre, erboristerie, ecc.;
- esistenza di conflitti espliciti fra palestre, scuole, maestri in Italia, anche attraverso l'autoproclamazione dell'"esclusiva" del rapporto con centri cinesi (es.: il Monastero Shaolin, ecc.) e sua interazione con la tradizione stessa delle arti marziali in Cina;
"anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti" (Fabrizio De André)

enteromorfa

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Re:le arti marziali cinesi in Italia: quale crescita?
« Risposta #1 il: 16 Gennaio, 2012, 03:00:52 am »
francamente per quel che ho avuto modo di vedere il mondo delle arti marziali, cinesi in particolare, è pieno di imbroglioni. Gente che si fa un mese a Shaolin e dice di essere un monaco guerriero, diplomi comprati, maestri inventati.. e altre amenità varie. Mi pare che più o meno tutti vendono un prodotto, ovvero "diventa anche tu un artista mariziale, è facile, due volte a settimana per 1h e 30'", cercando di rendere alla portata di tutti una cosa che invece, in origine, probabilmete era pensata come permeante e punto focale nella vita . Sinceramente non credo basti, oltretutto spesso, senza neppure la minima ricerca di una condizione atletica di base. Da questi corsi fast food escono poi altri maestri e così via, in un sistema che ricorda molto il multilevel marketing. Chiaramente spesso quello che si vende è un vaso vuoto, alla fatidica prova della vita reale spesso il vaso si rompe e si resta con un pungo di mosche. E tra l'altro aggiungo, credo che, in Italia almeno, la necessità di "fare a botte" sia largamente sopravvalutata, non conosco nessuno che ne abbia mai davvero avuto bisogno.
Detto questo, sia chiaro, non intendo dire che OGNI scuola di arti marziali cinesi in Italia è un trojaio, sono sicuro che ce ne sono di validissime, volevo sottolineare però come, sopratutto in assenza di controprove su efficacia e attendibilità, ci siano anche molte improvvisazioni quando non autentiche truffe.
C'è un elemento che ha rovinato questo forum. E' stato lasciato libero di agire usando modalità di dialogo che vengono usate in politica (ex PCI). Negare sempre tutto a favore dell'ideologia, mettere in bocca agli altri cose mai dette. Caos.

Rigira tutte le frittate e prende gli utenti per sfinimento. Che alla fine sbroccano.

Razzista contro gli italiani (è italiano), cerca di mettere indigeni e migranti l'uno contro l'altro. Creando divergenze.

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Re:le arti marziali cinesi in Italia: quale crescita?
« Risposta #2 il: 16 Gennaio, 2012, 06:45:57 am »
anche perchè poi basta vedere un incontro di wu shu per vedere da sistanza di anni luce fra le armoniose evoluzioni televisive :smiley_grin:

MBC

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Re:le arti marziali cinesi in Italia: quale crescita?
« Risposta #3 il: 16 Gennaio, 2012, 06:59:52 am »
infatti.
C'è un elemento che ha rovinato questo forum. E' stato lasciato libero di agire usando modalità di dialogo che vengono usate in politica (ex PCI). Negare sempre tutto a favore dell'ideologia, mettere in bocca agli altri cose mai dette. Caos.

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Re:le arti marziali cinesi in Italia: quale crescita?
« Risposta #4 il: 16 Gennaio, 2012, 08:56:05 am »
concordo con enteromorfa e credo che ci sia un vasto campo in cui si dovrebbe e potrebbe dispiegare una serie di iniziative sia di soggetti italiani che cinesi; cito solo alcuni punti:
- occorrerebbe distinguere più chiaramente in Cina fra i corsi turistico-commerciali e la pratica pluriennale, fin dall'infanzia (di Cinesi o stranieri), che coinvolge tutte le dimensioni psicofisiche, sotto la guida di un maestro (a Shaolin o altrove) e combattere la pratica dei certificati venduti online;
- occorrerebbe rendere trasparente in Italia quella distinzione, sia attraverso una grande azione di divulgazione del senso, delle caratteristiche, delle modalità di acquisizione, della Storia, delle discontinuità delle diverse arti marziali cinesi (se la gente sa e capisce quali sono i veri percorsi di formazione della tradizione cinese non si fa ingannare da chi quei percorsi non li può avere mai realizzati....), sia attraverso azioni di repressione delle vere frodi in commercio esistenti da parte di "maestri" italiani del tipo descritto da enteromorfa;
- occorrerebbe poi separare anche in Italia le legittime iniziative pubbliche divulgative, i legittimi corsetti di autodifesa, le pratiche solo sportive, i viaggi turistico-sportivi a visitare luoghi storici delle arti marziali cinesi, le dimensioni solo simboliche, ecc. (legittimi se non si spacciano filiazioni da percorsi di formazione di maestri che non si sono potuti realizzare anche solo per motivi anagrafici....), che possono essere anche legittime mode (che poi "servano" o meno davvero all'autodifesa é altra cosa: non tutti quelli che vanno al poligono di tiro si difendono con le armi, non tutti quelli che fanno free climbing diventano Messner, non tutti coloro che praticano arcierismo o falconeria se ne servono quotidianamente, ecc..) dalle pratiche tese ad acquisire livelli comparabili anche solo coi più bassi della tradizione cinese, che appunto implicano anni, decenni di pratica da iniziare in età infantile, sotto la guida di un vero maestro cinese;
- occorrerebbe infine, secondo me, che si favorissero (da parte di soggetti cinesi ed italiani) approcci meno settoriali, e del resto più coerenti con le tradizioni cinesi che settoriali non sono mai state, ossia che le arti marziali, la gastronomia, le decorazioni, l'erboristeria, la calligrafia, la conoscenza dei té, ecc. diventassero tutte "porte" per favorire l'ingresso di chi é interessato al mondo culturale complesso e intrecciato della tradizione cinese (sia pure a livelli di base...) e, in fondo, alla valorizzazione dell'interazione con quel mondo e con i Cinesi (e dell'immenso patrimonio che da quel mondo é giunto in Occidente a farsi elemento della "nostra" identità..., nonché delle innegabili differenze che nessun proclama su similitudini inventate aiuta a capire), che é peraltro anche uno degli elementi per contribuire al superamento di certe conseguenze infami delle reiterate campagne sinofobe di questi anni (fatte anche da chi poi...pratica arti marziali cinesi, festeggia le elezioni in ristoranti cinesi, boicotta le merci cinesi!);

su questo ultimo terreno si potrebbe anche favorire (con vantaggi interculturali, identitari ma anche economici...) una maggiore interazione (in quelli che in altri Paesi europei si chiamano "distretti funzionali") fra imprese, scuole, operatori commerciali, facoltà di studio orientali, associazioni italiane e cinesi, palestre, centri di medicina, agenzie turistiche, ecc., sempre facendo lo sforzo di non confondere il bere il té con il diventare maestro della "cerimonia del té", il fare un viaggetto a Shaolin con il diventare monaco shaolin, l'affidarsi ad un agopuntore con il capire i principi dell'agopuntura, ecc....

Associna e le 2G potrebbero avere un ruolo positivo in questo sforzo? io ritengo di sì.
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Re:le arti marziali cinesi in Italia: quale crescita?
« Risposta #5 il: 24 Giugno, 2012, 09:19:57 am »
SHAOLIN: Liberato Mirenna (CARRARA ott.2011) p.1

SHAOLIN: Liberato Mirenna (CARRARA ott.2011) p.2

l'ex ministro meloni http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgia_Meloni era praticamente di casa al tempioshaolin "italiano" con tanto  di inaugurazioni e patrocini vari, sia a sentire le interviste de monaco che a vedere l'agenda ministeriale del 26\11\2011 http://www.gioventu.gov.it/salastampa/agenda.aspx persino poco prima della caduta del governo, a smentire chi sosteneva che taluni erano sinofobi ecc.ecc., anzi grandi amanti della cultura cinese

vasco reds

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