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Autore Topic: lavorare con la "Cina" ?  (Letto 1974 volte)

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maxmilano

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lavorare con la "Cina" ?
« il: 28 Luglio, 2006, 12:08:05 pm »
Ciao a tutti,

ho scoperto da poco il sito Associna e vorrei chiedervi un supporto/consiglio.

Sono italiano e da tempo  mi affascinano la cultura e l'economia cinese...finalmente l'estate scorsa ho trascorso le mie vacanze in Cina, toccando Pechino, Pingyao, Xian, Yangshuo, Guangzhou, Macao, Hong Kong, Shanghai...viaggio per me straordinario che ha rafforzato la mia voglia di conoscere meglio la Cina e se possibile di trovare un'attività professionale che mi permetta, in qualche modo, di lavorare con la "Cina".

Attualmente lavoro come manager in una società che si occupa di Informatica e Sicurezza e nel tempo libero collaboro con alcuni gruppi politici...ma sto cercando di capire quali possono essere le opportunità per un italiano (che al momento non conosce il cinese) di lavorare a contatto con il mondo Cina:

- trasferirmi in Cina?

- lavorare in italia per una società che faccia consulenza ai cinesi che vogliono investire in Italia ed agli italiani che vogliano investire in Cina?

- lavorare in Italia per un'azienda cinese ?

- avviare un'attività imprenditoriale ? In Italia o in Cina ?

Sono aperto a tutte le possibilità...voi che ne pensate? idee?

Frattanto, lancio un appello al gruppo milanese di Associna rendendomi disponibile a collaborare per iniziative e progetti.

Ciao,

Max
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da maxmilano »

Sephiroth

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« Risposta #1 il: 28 Luglio, 2006, 14:43:11 pm »
Ciao Max, benvenuto in associna. Notevole il tuo grande interesse per la cina, anche tu sei affetto dalla sindrome di "mal di cina"?  :wink:

Riguardo al lavorare in cina penso che sia indispensabile conoscere un po' di cinese, anche perche' avrai notato che ora come ora sono veramente in pochi quelli che parlano in inglese in cina.
In italia la possibilita' di lavorare a contatto con la realta' cinese e' principalmente offerta dalle medio-grandi imprese che hanno le forze per penetrare nel mercato e per attrarre gli investitori cinesi.

Forse il campo della sicurezza informatica non e' il piu' richiesto dagli stranieri in cina anche perche' la cina ha gia' una grande abbondanza di tecnici che spesso fanno fatica loro stessi a trovare lavoro. Ma se si riuscisse a sfruttare il vantaggio di conoscere la realta' Cina le imprese italiane potrebbero essere molto interessate. In questo senso i viaggi in cina potrebbero aiutarti non poco.

Trasferirsi in cina? Qualcuno l'ha gia' fatto, come Glaus, quindi sapra' consiglairti bene. Pero' ripeto che la lingua non e' un requisito da sottovalutare.
Infine i cinesi sono molto attratti dallo stile di vita occidentale e quindi cio' che appare come occidentale e' spesso imitato dalle persone, soprattutto giovani. Se si dovesse esportare qualcosa verso la cina io punterei su quello.
La mentalita' cinese si sta aprendo molto verso il mondo, lungi da atteggiamenti xenofobi che invece si sono verificati in alcuni angoli del globo in questi anni.
Comuqnue penso che valga lo stesso discorso per le attivita'. Conoscere prima il mercato e le proprie potenzialita' prima di buttarsi a capofitto.

La tua disponibilita' per associna e' veramente apprezzabile. Molti di associna sono ormai in vacanza, quindi le attivita' riprenderanno a settembre praticamente. Nel frattempo buone vacanze anche a te!! :smt028  :fball:
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Sephiroth »
Wovon man nicht sprechen kann, darüber muss man schweigen.
Ludwig Wittgenstein (1889 - 1951)

glaus

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« Risposta #2 il: 28 Luglio, 2006, 16:39:26 pm »
Ciao Max! A quanto vedo le persone che desiderano trasferirsi in Cina cominciano ad aumentare.
Io ho vissuto in Cina per quasi un anno (borsa di studio) e ora sono tornato in Italia perché il mio periodo è terminato; da parte mia, ti consiglio di studiare prima un po' di cinese in Italia e poi di partire verso la Cina, giusto per apprendere i fondamenti della lingua.
Dato che (come tutti) all'arrivo non capirai una parola, forse sarebbe anche meglio scegliere una città  abbastanza cospopolita, come Shanghai, Guangzhou, o una città nelle regioni costiere (Ningbo, Qingdao, Shenzhen, Dalian, Xiamen etc), piuttosto che andare nelle regioni più centrali dove la realtà sarebbe più dura.
Terrei molto in considerazione il problema della lingua, come ha detto Sephiroth, sia per non precluderti relazioni sociali, sia per essere davvero autonomo 8in modo da non dipendere da interpreti anche nelle operazioni più banali); tieni presente anche che molti cinesi non hanno la possibilità di viaggiare all'estero e quindi che il loro inglese parlato è limitato.
Poi imparare una lingua è anche un segno distintivo di interessamento verso un popolo, una cultura, per cui non potrai che lasciare un'ottima impressione nei tuoi interlocutori.

All'inizio è dura: le radici sono amare, ma i frutti sono dolci.
In bocca al lupo!
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da glaus »

maxmilano

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« Risposta #3 il: 03 Agosto, 2006, 12:36:58 pm »
Ciao Ragazzi e grazie per i suggerimenti...

in effetti soffro un pò di "mal di Cina" e spero di poterci tornare presto.

Potete consigliarmi come approcciare lo studio del cinese? Libri, corsi su PC... qual'è secondo voi lo strumento migliore considerando che al momento devo farlo in Italia?

Spero da settembre di poter collaborare con Associna contribuendo alla sua crescita...a proposito potete darmi qualche info?

quanti siamo? in quali città?
in generale i membri sono cinesi di seconda generazione e/o italiani? in che percentuale?
quali progetti avete per far crescere l'associazione?
cosa ci serve?

Riguardo al lavoro da fare in Cina...sono flessibile quindi non necessariamente devo occuparmi di Informatica anche perchè come dice Sephirot i tecnici cinesi sono tanti e competenti...

Al momento sto valutando con un imprenditore di Moda italiana l'apertura di una filiale a Shanghai con l'obiettivo di vendere in Cina. Che ne dite?

Dal mio viaggio ho ricavato l'impressione  di un grande interesse per l'Italia da parte dei cinesi. Ho notato che i big dell'alta moda sono presenti ma credo ci sia grande spazio per prodotti di fascia media...insomma stile italiano e prezzi contenuti per la nascente classe intermedia di giovani cinesi. Che ne pensate ???

Grazie ed a presto,

Max
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da maxmilano »

Levin

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« Risposta #4 il: 03 Agosto, 2006, 19:52:52 pm »
Io direi che per imparare il cinese dovresti cercare qualche scuola apposta, e penso anche che a Milano qualcosina si possa trovare di sicuro.
Certo non e' facile imparare una cultura totalmente diversa, ma come hanno gia' detto gli illustri sopra e' necessario sapere almeno il minimo indispensabile come magari chiedere dove' il cesso :-D, apprendendo le basi il resto verra' da se se continuerai a frequentare l'ambiente cinese.

I cinesi sono molto attratti dal consumismo occidentale sopratutto le mode, penso che se tu voglia sfondare o perlomeno guadagnarti il pane devi portare qualcosa che li non e' reperibile (quindi penso di poter escludere l'High Tech) come vestiti e oggetti di stilisti italiani.

Poi...in bocca al lupo!
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Levin »