
Cominciano a spuntare dagli scatoloni le prime magliette con i cinque cerchi olimpici per la commemorazione dell’evento (oramai un classico di Associna) distribuite poi ai volontari, gli ospiti e i soci delle altre associazioni. Anche la calca dei bambini viene accontentata all’istante, poiché avevamo provveduto anche alle magliette apposta per loro.
A mezzogiorno cominciano ad aprire i primi punti di ristoro allestiti negli stand dai vari gruppi migranti che hanno collaborato con noi, associazioni cinesi, senegalesi, camerunensi e del centro America: è stato un vero successo, sono stati presi letteralmente d’assalto dalla folla. In meno di un quarto d’ora erano sparite anche le briciole. Difatti lo stand di Associna ha avuto qualche problema nel difendere la merenda del pomeriggio, con the’ e cantucci pratesi (quelli della Mattei, conosciutissimi e apprezzati da queste parti), un abbinamento che volevamo proporre pensando all’unione delle due tradizioni culinarie storiche così diverse, con tanto di cartello allegorico dove si riportava questa scritta: “Le cose buone vengono dai giusti abbinamenti, BISCOTTI DI PRATO E THE’ CINESE, basta solo trovare la formula giusta”. Un abbinamento vincente, tanto che presi dalla foga e dall’aria di festa, le tante persone che si sono accalcate al nostro stand, alla fine, si sono autoserviti da soli da bere e da mangiare.


Sul palcoscenico si sono ben districati due presentatori d’eccezione: il prof. Chen e l’associna Ilaria.
Hanno preso la parola diversi ospiti, tra cui il Comune, la l’assessore provinciale Irene Gorelli l’assessore alla multiculturalità Andrea Frattali, la Prefettura, la Questura, il console cinese Gu Honglin e infine Junyi Bai, presidente dell’ass. naz. Associna.
I loro contributi, in italiano, sono stati successivamente tradotti in cinese, in modo che tutti potessero goderne il significato.
Subito dopo il palco si è riempito di mille colori, grazie alle performance di danza scenografiche da parte delle bambine della scuola dell’Amicizia, le dimostrazioni di Tai Chi e Shaolin Mei Hua Ch'üan da parte dell’ass. arti marziali Shiro Saigo, e le movenze esotiche delle ballerine della danza egiziana.
Il resto ormai è storia nota, dalle due del pomeriggio in poi l’attenzione era catalizzata solo e verso il maxischermo, con gente che addirittura si è sofferta per un’ora buona sotto il sole, pur di stare vicini e tifare tutti insieme alle spettacolari scenografie del regista Zhang Yimou.
ImprevistiNon è mancato qualche imprevisto, come qualche stand che si è ribaltato a causa del forte vento, ma la macchina organizzativa degli associni si è fatta sentire, e in meno di 5 minuti abbiamo smontato e rimontato un gazebo appena rovesciatosi.
Nota positiva
Con la presenza di così tante persone, e con la fisiologica necessità di dissetarsi in una giornata così calda, si era reso necessario una bella pulizia della parte del parco nella quale ha avuto sede l’iniziativa; ci eravamo preparati, ma non avevamo previsto che anche la gente comune si sarebbe messa spontaneamente ad aiutarci, una piacevole sorpresa. Questo è forse il clima di valori leali e di pace che le Olimpiadi ha contagiato nella popolazione cinese (anche d’oltre mare), qualcosa che va oltre il comprensibile umano. Non si tratta solo di sorrisi e risa di gioia, c’è qualcosa nell’aria che sta cambiando, e noi stessi tutti insieme possiamo essere i protagonisti di questi cambiamenti.
Obiettivi raggiunti e nonUn vero successo, stabilendo (visto che siamo in vena di olimpiadi) diversi primati:
- È la prima volta che tutte le maggiori associazioni cinesi della città si uniscono nell’organizzazione di un unico evento.
- L’iniziativa è stata fortemente voluta e sostenuta da tutte le istituzioni locali, a partire dal Comune di Prato, alla Provincia di Prato fino alla Prefettura e alla Questura.
- È la prima volta che vengono coinvolti dalla generalità dell’associazionismo cinese anche associazioni di altre etnie (Senegal, Camerun, centro America, Egitto, Italia).
Dall’altra parte, a fronte di una straordinaria affluenza di pubblico, in proporzione a questo elevato numero di presenza, pochi erano pratesi “autoctoni” (circa un centinaio). Non demorderemo, ci riproveremo ancora!
Il sognoIl nostro sogno appunto è che questa grande festa non sia solo un fuoco di paglia, bensì il seme dell’incontro tra le comunità, del dialogo e del rispetto reciproco, in una città, anzi, in un paese sempre più multietnico. Un auspicio che allarghiamo a tutti, affinché quello che stiamo costruendo oggi, con questi piccoli passi da neonato curioso del vivere, possano portare alle prossime generazioni a non essere già divisi fra di loro fin dalla nascita, a causa solo di una diversità d’origine degli antenati.
Associna ringrazia tutti i partecipanti e i nostri sostenitori, e augura un buon proseguo dei giochi olimpici a tutti!