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	Commenti a: Malia Zheng su Panorama	</title>
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	<description>Associazione Seconde Generazioni Cinesi APS</description>
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				Di: Paolo				</title>
				<link>https://www.associna.com/it/2013/12/27/malia-zheng-su-panorama/#comment-8070</link>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2018 15:47:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Malia e&#039; ancora troppo giovane ( non in senso offensivo ma in senso di esperienze ). Inoltre tende per motivi etnici a vedere la responsabilita&#039; o almeno cercare un responsabile nella mentalita&#039; degli italiani. Ma da quello che capisco io a Milano, e&#039; anche la mentalita&#039; chiusa poco espansiva e la poca socialita&#039; intrinseca nel carattere cinese ossia introverso, timido, timoroso  che ha portato ad un certo isolamento. Vedo persone che per lavoro sono costrette a parlare con italiani, ma c&#039;e&#039; sempre un muro un non voler dare confidenza, a non socializzare, due parole un sorriso e tu vai per la tua strada e io per la mia. Questo li isola e li costringe a stare tra loro. Fa parte del loro carattere pero&#039; e non e&#039; cattiveria. Un mio collaboratore un anno fa mi disse che ando&#039; poco tempo prima in Cina e trovando la nonna la abbraccio e la bacio&#039; sulle guance e lei pianse perche non era abituata a questa manifestazione di affetto, classica degli italiani. Anche con gli amici mi disse, che alcuni accettavano l&#039;abbraccio altri lo respingevano e parlava di amici veri che non vedeva da tempo.   Mancanza di socializzazione come comunita&#039; li isola e ovviamente, oltre alla lingua, li mantiene distanti dagli italiani. Un vero peccato.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Malia e&#8217; ancora troppo giovane ( non in senso offensivo ma in senso di esperienze ). Inoltre tende per motivi etnici a vedere la responsabilita&#8217; o almeno cercare un responsabile nella mentalita&#8217; degli italiani. Ma da quello che capisco io a Milano, e&#8217; anche la mentalita&#8217; chiusa poco espansiva e la poca socialita&#8217; intrinseca nel carattere cinese ossia introverso, timido, timoroso  che ha portato ad un certo isolamento. Vedo persone che per lavoro sono costrette a parlare con italiani, ma c&#8217;e&#8217; sempre un muro un non voler dare confidenza, a non socializzare, due parole un sorriso e tu vai per la tua strada e io per la mia. Questo li isola e li costringe a stare tra loro. Fa parte del loro carattere pero&#8217; e non e&#8217; cattiveria. Un mio collaboratore un anno fa mi disse che ando&#8217; poco tempo prima in Cina e trovando la nonna la abbraccio e la bacio&#8217; sulle guance e lei pianse perche non era abituata a questa manifestazione di affetto, classica degli italiani. Anche con gli amici mi disse, che alcuni accettavano l&#8217;abbraccio altri lo respingevano e parlava di amici veri che non vedeva da tempo.   Mancanza di socializzazione come comunita&#8217; li isola e ovviamente, oltre alla lingua, li mantiene distanti dagli italiani. Un vero peccato.</p>
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				<title>
				Di: un Prato in fiamme &#8211; parte 2 &#124; ABCina				</title>
				<link>https://www.associna.com/it/2013/12/27/malia-zheng-su-panorama/#comment-4451</link>
		<dc:creator><![CDATA[un Prato in fiamme &#8211; parte 2 &#124; ABCina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2014 01:44:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] ho trovato pubblicato un articolo di Panorama scritto da una ragazza cinese, che potete leggere qui e scaricare in PDF [...]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] ho trovato pubblicato un articolo di Panorama scritto da una ragazza cinese, che potete leggere qui e scaricare in PDF [&#8230;]</p>
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				<title>
				Di: Isabella				</title>
				<link>https://www.associna.com/it/2013/12/27/malia-zheng-su-panorama/#comment-4050</link>
		<dc:creator><![CDATA[Isabella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2014 20:12:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[o meglio...sognano il riscatto sociale e si indebitano per migrare in paesi dove i loro connazionali già piazzati li ospitano con vitto, alloggio e con un lavoro con una busta paga regolare che permette loro di essere in regola... ma che in tasca loro non finisce regolare]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>o meglio&#8230;sognano il riscatto sociale e si indebitano per migrare in paesi dove i loro connazionali già piazzati li ospitano con vitto, alloggio e con un lavoro con una busta paga regolare che permette loro di essere in regola&#8230; ma che in tasca loro non finisce regolare</p>
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				Di: Fabio				</title>
				<link>https://www.associna.com/it/2013/12/27/malia-zheng-su-panorama/#comment-4020</link>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 02:32:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Jacopo
ti dimentichi che pero&#039; siamo in Italia. Quello che noi definiamo, con leggi per le quali abbiamo combattuto, requisiti minimi della persona, devono valere sul nostro territorio. Non possiamo permettere che I nostri valori vengano meno.
Sinceramente ipocrita la conclusione dell&#039;articolo in cui si da&#039; colpa alla negligenza italiana. A leggere cose del tipo che non siano venuti pensando di creare un quartiere ghetto o di lavorare illegalmente mi chiedo dove sia la buona fede. 
Si puo&#039; criticare tutto agli italiani, ok, ma non prendeteci per scemi. Non venitemi a dire che pensavano di lavorare legalmente, che non pensavano di formare un quartiere ghetto... Questi articoli secondo me marcano ancora di piu&#039; la distanza tra le due comunita&#039;:a mio avviso, se e&#039; vero che sempre di piu&#039; gli Italiani si mostrano intolleranti, questo articolo fa campire come sempre di piu&#039; I cinesi stessi sono pronti a dare le colpe agli altri e a non crecare di capire le situazioni locali in cui entrano, rifiutando qualsiasi autocritica. Ergo la situazione e&#039; inevitabilmente destinata a peggiorare.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Jacopo<br />
ti dimentichi che pero&#8217; siamo in Italia. Quello che noi definiamo, con leggi per le quali abbiamo combattuto, requisiti minimi della persona, devono valere sul nostro territorio. Non possiamo permettere che I nostri valori vengano meno.<br />
Sinceramente ipocrita la conclusione dell&#8217;articolo in cui si da&#8217; colpa alla negligenza italiana. A leggere cose del tipo che non siano venuti pensando di creare un quartiere ghetto o di lavorare illegalmente mi chiedo dove sia la buona fede.<br />
Si puo&#8217; criticare tutto agli italiani, ok, ma non prendeteci per scemi. Non venitemi a dire che pensavano di lavorare legalmente, che non pensavano di formare un quartiere ghetto&#8230; Questi articoli secondo me marcano ancora di piu&#8217; la distanza tra le due comunita&#8217;:a mio avviso, se e&#8217; vero che sempre di piu&#8217; gli Italiani si mostrano intolleranti, questo articolo fa campire come sempre di piu&#8217; I cinesi stessi sono pronti a dare le colpe agli altri e a non crecare di capire le situazioni locali in cui entrano, rifiutando qualsiasi autocritica. Ergo la situazione e&#8217; inevitabilmente destinata a peggiorare.</p>
]]></content:encoded>
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				<title>
				Di: Jacopo				</title>
				<link>https://www.associna.com/it/2013/12/27/malia-zheng-su-panorama/#comment-3916</link>
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2013 04:10:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Francesco, 
io invece mi trovo completamente d&#039;accordo con l&#039;autrice.
Quello cinese è un popolo molto pragmatico, quindi se ad ogni ora vengono pagati X sono ben disposti a fare Y ore pur di raggiungere il loro obbiettivo finale.
Parlare di lotte operaie va bene, ma adesso che c&#039;è la crisi quanti italiani (!!) sono disposti a tapparsi il naso pur di avere un lavoro, anche con contratti brevi e brevissimi?
Allora l&#039;autocritica non è che va bene solo quando la indirizziamo agli altri...

Inoltre, ci dimentichiamo troppo spesso che siamo di due culture estremamente diverse. Non per forza quello che noi italiani riteniamo i requisiti minimi del rispetto della persona debbano valere anche per gli altri.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Francesco,<br />
io invece mi trovo completamente d&#8217;accordo con l&#8217;autrice.<br />
Quello cinese è un popolo molto pragmatico, quindi se ad ogni ora vengono pagati X sono ben disposti a fare Y ore pur di raggiungere il loro obbiettivo finale.<br />
Parlare di lotte operaie va bene, ma adesso che c&#8217;è la crisi quanti italiani (!!) sono disposti a tapparsi il naso pur di avere un lavoro, anche con contratti brevi e brevissimi?<br />
Allora l&#8217;autocritica non è che va bene solo quando la indirizziamo agli altri&#8230;</p>
<p>Inoltre, ci dimentichiamo troppo spesso che siamo di due culture estremamente diverse. Non per forza quello che noi italiani riteniamo i requisiti minimi del rispetto della persona debbano valere anche per gli altri.</p>
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				Di: Francesco Paganuzzi				</title>
				<link>https://www.associna.com/it/2013/12/27/malia-zheng-su-panorama/#comment-3898</link>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Paganuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2013 23:39:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.associna.com/it/?p=4582#comment-3898</guid>
					<description><![CDATA[Verissime le accuse per le responsabilità italiane, ma la teoria secondo cui non c&#039;è schiavitù se c&#039;è il consenso del lavoratore a condizioni di lavoro da schiavo, sembra ignorare tre secoli di lotte operaie e rimuove il concetto, che anche queste lotte hanno portato nella nostra cultura, che il consenso prestato in condizioni di disumana subalternità, manca della sua caratteristica principale per essere considerato tale: la libera determinazione.

Di fronte a  fatti come questo serve meno giustificazionismo e più autocritica.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Verissime le accuse per le responsabilità italiane, ma la teoria secondo cui non c&#8217;è schiavitù se c&#8217;è il consenso del lavoratore a condizioni di lavoro da schiavo, sembra ignorare tre secoli di lotte operaie e rimuove il concetto, che anche queste lotte hanno portato nella nostra cultura, che il consenso prestato in condizioni di disumana subalternità, manca della sua caratteristica principale per essere considerato tale: la libera determinazione.</p>
<p>Di fronte a  fatti come questo serve meno giustificazionismo e più autocritica.</p>
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