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Forlì. Lavoro nero, blitz in laboratori tessili

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Idra:
FORLI' (17 giu. 2005) - Cinquanta carabinieri impegnati, 11 laboratori visitati, otto denunce e un imprenditore cinese arrestato. E' il bilancio sommario del pesante blitz dell'Arma condotto la scorsa notte in alcune attività commerciali della zona forlivese, tutte dedite alla confezione di capi di abbigliamento e al rivestimento di divani in pelle. Sono i due settori che più di ogni altri stanno soffrendo la concorrenza del "fenomeno" cinese.

Cinque lavoratori sono stati trovati in condizioni di clandestinità e per loro scatterà il provvedimento di espulsione. Altri otto connazionale sono denunciati a piede libero mentre un cinese di 35 anni è stato arrestato. Probabilmente era lui il coordinatore di una autentica macchina da soldi basato sullo sfruttamento degli operai.

In molti capannoni erano stati ricavati soppalchi nei quali i cinesi, ridotti alla semi-schiavitù, mangiavano e dormivano. Alcuni individui erano tenuti addirittura sotto chiave. Gli operai erano sottoposti a turni massacranti di 18-20 ore al giorno, percependo uno stipendio che si è scoperto essere inferiore ai 2 euro all'ora.

Alcune delle undici attività controllate sono state immediatamente chiuse per il mancato rispetto di tutte le norme igienico sanitarie previste dalla legge. Nei guai potrebbero finire anche alcuni imprenditori forlivesi che hanno concesso in affitto i capannoni nei quali operavano i cinesi, tutti dislocati nelle zone di San Martino in Strada, Coriano e Vecchiazzano.

Un duro colpo contro il lavoro nero, messo a segno dai carabinieri della compagnia di Forlì con la collaborazione dell'ispettorato del lavoro di Inail e Inps. Un duro colpo contro una concorrenza capace di mettere letteralmente in ginocchio settori specialistici come quello del mobile imbottito, che tanta ricchezza ha prodotto in passato proprio in queste zone.

Idra:
Ho sottolineato parte dell'articolo torvato su www.emilianet.it che mi hanno fatto capire di non aver capito niente di noi cinesi.
Ora ho capito, noi cinesi siamo un fenomeno che ha costituito delle autentiche macchine da soldi basate sullo sfruttamento degli operai ridotti alla semi-schiavitù, rinchiusi e pagati per 2 euro all'ora.

Mmmmmmmm......ma in che mondo sono vissuto, ero tra i schiavi e non me ne sono nemmeno accorto, siamo così stupidi da non accorgerci di questa cosa!!!!



Apparte il sarcasmo, la maggioranza delle info sull'articolo sono vere, gli orari e le questioni sanitarie, ma mi sembra che articoli come questi siano più umilianti che reali, scritte apposta per le persone semirazziste che non vogliono leggere altro che queste storpiature o interpretazioni estreme della realtà.
Operai rihciusi, e perchè? Gli puntavano armi in testa e li frustavano per farli lavorare? C'è chi dice che vengono seqquestrati i documenti degli operai da parte dei datori di lavoro. Ma solitamente gli operai sono più numerosi dei datori di lavoro, come mai non si sono mai ribellati? Sottopagati? Si, ma non esageriamo, spesso un operaio, considerando che il lavoro cinese è compreso di vitto e alloggio, considerano più conveniente un lavoro cinese che italiano, lamentandosi di lavorare troppo poco dagli italiani. Solo un imprenditore dei laboratori sa quanto sia difficile trovare dei buoni e longevi operai.

Il problema che molti italiani, crogiolando nel loro benessere, e lamentandosi di non potersi comprare il plasma, non comprendono con quale spirito di sacrificio viene un cinesi in italia. E' lo stesso operaio che sceglie questa vita di sacrificio per avere un futuro migliore. Operai e la famiglia del datore del lavoro, spesso, vivono nelle stesse condizioni di miseria, questo si chiama sfruttamento di se stesso per ottenere condizioni migliori di quelli che avevamo in cina.

Feichow:
Ma è chiaro, loa vevo scritto da anche da un'altra parte, gli operai sono liberissimi ed io personalmente non ho mai visto un laboratorio cinese in cui i dipendenti fossero ridotti alla schiavitù come qui citano!

Se ne conoscete, contraddicetemi, ma anche se ci fossero sarebbero la minimissima parte! 1 su 1000

Ragazzi, dobbiamo parlarne con la nostra cerchia di amici italiani creando un circolo virtuoso.
alla fine non crederanno nemmeno loro alle storie sparate dai giornali

alfa:
Non credo alla storia della schiavitu',cioe' che siano stati obbligati a lavorare.

Anonymous:
che ipocriti... minimizzare tali cose

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