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No, purtroppo Stefanosky in Italia non è come dici tu. Il carcere è composto al 60% da innocenti. In attesa di giudizio insomma. Del 40% rimanente, l'80% è per reati piccolissimi, tipo possesso di uno spinello o irregolarità nei documenti per l'immigrazione.

Anche la mia ragazza, che ogni tanto fa da mediatrice culturale in Tribunale per gli immigrati cinesi, senza ovviamente mai scendere nel dettaglio per ovvi motivi di privacy e di professionalità, mi ha confidato più volte di essere sconvolta da quante buone persone restino invischiate nei meccanismi della giustizia italiana e di quanti ricchi farabutti al di sopra della legge la facciano franca.

In Italia è in atto da anni un'amnistia. Si chiama "prescrizione" e fa in modo che i veri colpevoli, quelli coi soldi, non vadano mai in galera. I poveracci invece, che non hanno avvocati di grido, si fanno prima una galera preventiva mostruosa e ingiusta, poi in carcere sono torturati in condizioni spaventose che neanche in Turchia, ed escono criminali veri.  D'altronde se ci becchiamo condanne spaventose da parte dell'UE, dell'ONU e veniamo messi alla gogna da Amnesty International un motivo c'è, checché ne pensino gli italiani del "se sei dentro qualcosa hai fatto..." (che pensiero ignobile).

Inoltre, se hai la sfortuna di venire condannato anche per una cosa piccolissima da giovane, poi sarai sempre in galera, è un vortice da cui non si esce.

Abbiamo il 70% di recidiva, contro il 20% del paese con le carceri più umane, la Norvegia.
Restando all'interno dell'Italia, chi esce prima dal carcere ha una recidiva di quattro volte inferiore a quella di chi fa tutto il carcere previsto dalla condanna.


Se una riforma totale della giustizia non si può fare in tempi brevi, un'amnistia dei piccoli reati insimee a una depenalizzazione dei piccoli reati è l'unico modo possibile per tamponare temporaneamente questa vergogna. Recentemente anche Ingroia si è detto favorevole a un'ipotesi di questo tipo, quindi non è questione di giustizialisti contro garantisti, è proprio questione di ignoranza nell'elettorato, non colpevole (perché i media non ne parlano).

Per i dati ufficiali, le percentuali, le storie, consiglio la lettura approfondita del sito dell'Associazione Antigone.

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Costume & Società / Re:RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti
« il: 08 Gennaio, 2013, 13:57:04 pm »
almeno chianti è diventato "salute dell'imperatore", sassicaia che non si è inventato un nome cinese, molti cinesi lo chiamano "sajikaoya"="uccidere il pollo e arrostire l'anatra"

Ricordo che ho riso moltissimo quando mi hanno detto che "massage" viene traslitterato con un  馬殺雞 "ma sa ji" che significa "cavallo uccide pollo" :D

Siccome da piccolo mi chiamavano "Teto" alcuni cinesi mi appiopparono l'altisonante trascrizione "te duo". Dopo qualche ricerca mi sono auto-affibbiato ila trascrizione "tie tou" (testa di ferro) che è tipico delle campagne e mi piace moltissimo ^_^ L'avevo sentito nel bellissimo film "The Blue Kite" (film cinese censuratissimo in Cina).

Non sarei così critico nei confronti di queste traslitterazioni, però solo se il nome "Chianti" rimane. Poi magari sotto va benissimo una traslitterazione, ancor meglio se scherzosa.

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Generale / Re:alimentari CInesi (e non) più ricercati?
« il: 08 Gennaio, 2013, 13:46:54 pm »
YouZi. Qui lo conoscono come "pomelo" ed è invitante alla vista. Se poi c'è il passaparola andrà a ruba. Perlomeno, da quando dico ai miei amici di provarlo, il negozietto cinese qui di fianco ne ha venduti sempre di più, e adesso si trovano addirittura all'Ipercoop ^_^ Ho creato la pomelo-mania :D

Lo potresti pubblicizzare con le caratteristiche che piacciono maggiormente agli italiani:
- È un pompelmo gigantesco! Ma, a differenza del pompelmo...
- Non è assolutamente acido, né brusco.
- Non sbrodola e non bagna.
- La buccia enorme e di bell'aspetto è un profumo disinfettante naturale da lasciare in camera.
- È pieno di vitamina C.
- È l'agrume più grande del pianeta.
- La polpa esce dalla buccia degli spicchi con un semplice gesto e rimane compatta.

Potresti anche allegare un volantino con le foto della preparazione (si toglie la calotta, si fanno dei tagli verticali, si stacca la buccia come se fosse una corona, si toglie la polpa dagli spicchi...)

Qui a Ferrara lo vendono dai due ai tre Euro e mezzo a pezzo a seconda del negozio.

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Generale / Re:In Cina internet è innutile!
« il: 08 Gennaio, 2013, 13:31:51 pm »
Io ho parlato degli ultimi 10 anni. Ogni volta che vado in Cina, la censura su internet diminuisce, e per quanto riguarda il cartaceo oggi è persino possibile farsi recapitare a casa il South China Morning Post (oltre che vederlo via web).

Dalle notizie che riportate, in questi ultimi mesi, diciamo da ottobre fino a dicembre, ci sono stati due episodi spiacevoli: il blocco di alcune VPN e la censura di quel giornale. Anzi, no, tre: hanno anche censurato le opere di Andy Wharol ritraenti Mao, suscitando l'ilarità di tutta internet.

Quindi che ci sia stata una recrudescenza recentissima non lo metto in dubbio, ma bisogna guardare il lungo periodo; la censura ha continue impennate e brusche discese, ma nel lungo periodo la situazione rispetto a 10, 20 anni fa è imparagonabile. Anche perché le riforme sancite da Deng Xiaoping sono programma ufficiale e bisogna metterle in atto. Almeno all'apparenza :-)

Queste impennate poi hanno l'effetto di provocare una reazione nell'opinione pubblica assolutamente inedita. Se prima la lotta contro la censura era prerogativa di pochi attivisti dissidenti e degli occidentali, mentre era percepita come buona cosa dai cinesi (addirittura molti cinesi residenti in Italia da anni la giustificano se vi accenno, mi dicono frasi tipo "sì ma la Cina è diversa, è giusto che tanta gente povera e ingenua vada tutelata..."), oggi ho l'impressione che la censura venga percepita come dev'essere (ossia: inutile e dannosa, nonché idiota) da una quantità di cinesi sempre più ampia. Qualche tempo fa era impensabile il coro di commenti contro la censura nei social cinesi (addirittura tradotti da China SMACK, blog comunque cinese e mai censurato), come era impensabile addirittura uno sciopero ufficiale come nella notizia che hai giustamente riportato.

In particolare, ricordo che anche quest'estate ci fu un'altra rivolta contro la censura: il seno di Kate Winslet tagliato di netto dall'edizione cinese di Titanic 3D ha causato addirittura un tentativo abbastanza riuscito di boicottaggio del film, nonché fiumi di sarcastiche prese in giro sui social network cinesi.

Io, lo devo dire, se c'è una cosa che non sopporto è la censura. Contro di essa ho posizioni estreme che vanno ben oltre il "senso comune" anche in Italia, figuriamoci in Cina. Quando sono in Cina evito di parlarne altrimenti viene fuori tutta la mia rabbia, tutto il mio livore contro l'idea che ci siano funzionari che si arrogano il diritto di nascondere a me, maggiorenne e vaccinato, informazioni a cui loro possono accedere. Lo trovo prima di tutto un gravissimo insulto ai cittadini, un considerarli minorati mentali a prescindere. È chiaro che discorsi del genere fatti da un occidentale in visita in Cina, che non sa neanche il cinese, potrebbero venire scambiati per razzismo o arroganza occidentale, quindi evito. Ma sotto sotto quando sono in Cina (e anche qua) semino il più possibile affinché tutti si rendano conto di quanto sia orribile la censura. Magari una sera si va tutti al cinema e se mi chiedono quale film vedere gli dico "preferirei non quello perché mancano due scene", magari si parla vicino al computer e giro lo schermo "casualmente" in modo che si accorgano che sto usando FaceBook, così se qualcuno è interessato gli spiego subito come usare FreeGate e che tutto il mondo tranne la Cina comunica su certe piattaforme, quando vado per mercati chiedo se hanno il DVD di "From Beijing with Love" dell'amatissimo Stephen Chow e faccio finta di cadere dalle nuvole quando dicono di non aver mai sentito nominare il suo film più famoso a Hong Kong e all'estero, su DouBan recensisco soprattutto film che stimolino il dibattito sull'argomento, eccetera.
E vedo che se la persona ha meno di ventitré, ventiquattro anni, al 100% non vede l'ora di sputare contro la censura e di imparare come si fa a bucarla, o sa già come fare. Gli adulti effettivamente fanno orecchie da mercante, ma è chiaro che sanno di cosa si sta parlando perché noto quel tipico imbarazzo cinese nello svicolare l'argomento :-)

Cose che nel mio primo viaggio erano semplicemente inaudite: tutti, giovani e vecchi, semplicemente vedevano la censura come una cosa naturale e giusta e certi miei desideri strane buffonate da occidentale esotico. Oggi tutto sommato vedo una censura che in media è calata, ma non tanto dallo stare al passo con la società cinese, che finalmente la comincia a percepire come deve essere: un ostacolo idiota all'economia cinese e alle aspirazioni legittime dei cittadini cinesi.

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Richieste di Aiuto / Re:nuovo modulo visto cinese che cas..o
« il: 04 Gennaio, 2013, 22:16:11 pm »
Io quest'estate sono andato a Hong Kong, tanto non ci vuole il visto. Poi sono subito andato in una delle tante agenzie di viaggio cinesi (la principale è proprio dietro l'IFC sul viale principale), 40€, mi hanno fatto due foto, mi han fatto compilare un modulo, mi han detto di tornare dopo due giorni. Nel frattempo mi sono fatto una bella gita su e giù per Hong Kong (una città che adoro). Poi sono andato all'agenzia, e mi hanno dato il visto per la Cina, due ingressi, 30 giorni l'uno.
Quindi, 20 minuti di taxi ed ero in Cina. Le due dogane sono velocissime. Lì poi c'è subito la metro di ShenZhen che ti porta in centro in un attimo.
Dall'aeroporto di ShenZhen poi ci sono voli per tutto il resto della Cina.

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Generale / Re:buona notizia per i ferraresi
« il: 04 Gennaio, 2013, 11:48:07 am »
No, qui nessun annuncio. Quando ha aperto il Sushiko per esempio si sono presentati solo stranieri. Se ci vai, i camerieri non sono solo cinesi, ce n'è di tutte le nazioni, ma non italiani. Tutti in regola. Le richieste arrivarono direttamente alle scuole professionali.
Comunque, in qualche bar e in qualche ristorante, anche qui nel nostro piccolo ci sono dipendenti italiani. Secondo me questa tendenza cinese ad assumere solo cinesi è un altro luogo comune: da una parte c'è sicuramente una tendenza comune a tutti, quella di basarsi sulla rete di conoscenze che già si ha e quindi è normalissimo che i primi tempi ci si mischi meno, poi bisogna aggiungere anche il fatto che è difficile che un italiano mandi un curriculum a un imprenditore straniero, ma poi col tempo le divergenze si appianano. Questo accade con tutti gli immigrati, non penso che i cinesi abbiano diversità in questo.

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Generale / Re:buona notizia per i ferraresi
« il: 03 Gennaio, 2013, 21:36:21 pm »
Chiedendo in giro, molti cinesi mi hanno confermato che hanno proprio difficoltà a trovare camerieri, operatori agli scaffali eccetera locali non cinesi, che invece gli farebbero molto comodo "anche per l'immagine del negozio".

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Generale / Re:In Cina internet è innutile!
« il: 03 Gennaio, 2013, 21:32:51 pm »

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Arte - Cultura - Storia / Calligrafia su CCTV
« il: 02 Gennaio, 2013, 18:42:16 pm »
Oggi (2 gennaio), inizia sulla CCTV (Central Chinese TV) uno programma di otto puntate su cinquemila anni di calligrafia in caratteri han.
Nella prima puntata, che riguarda la situazione della calligrafia in caratteri han fuori dalla Cina, c’è anche la presentazione di FeiMo Contemporary Calligraphy e dei suoi ideatori e fondatori, a Firenze.
La parte che riguarda l'Italia durerà una decina di minuti alla fine della prima puntata, le altre 7 puntate saranno in onda sempre allo stesso orario nei giorni seguenti.

Potete visitare il sito ufficiale della CCTV per vedere la trasmissione del documentario 5 mila anni di Calligrafia:
http://tv.cntv.cn/live/cctv4 (versione cinese) 12:15
http://tv.cntv.cn/live/cctveurope (versione europea) 23:10 (con sottotitoli inglese)
http://tv.cntv.cn/live/cctvamericas (versione americana) 03:15

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Agirò.
Come ho sempre fatto.

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Esatto.
C'è da dire che però alcuni rami della medicina considerata "naturale", dall'erboristeria all'agopuntura, ha fior di studi che - nel bene o nel male - attestano efficaicia o anche gravi effetti collaterali su alcuni disturbi. Dall'erboristeria spesso si isolano principi attivi che poi diventeranno farmaci scientifici. In agopuntura sembra che un legame con la cura del dolore esista, non tanto legato alla posizione degli aghi (vari studi dimostrano che mettendo gli aghi in punti diversi il risultato non cambia) ma proprio alla presenza di essi.
Quindi, dicevo, posso capire che sia giusto che esista un albo di operatori in questi settori, che sono soprattutto di ricerca.
Ma per l'omeopatia, laureati o no i medici che la praticano sanno bene che stanno usando un prodotto la cui inefficacia è scientificamente dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio. È magia, roba alla Giacobbo, è come il paranormale e l'astrologia: fuffa.
Prendono la laurea per ordire truffe ai danni dei propri clienti? Facciano pure, ma non a spese dello Stato e con l'avallo delle autorità.

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Generale / Re:buona notizia per i ferraresi
« il: 02 Gennaio, 2013, 14:43:35 pm »
A parte che non è vero che non assumono italiani, almeno qui è pieno di assunti italiani e di tutte le nazionalità. Poi, anche solo il fatto di aprire e chiudere attività fa di per sé girare l'economia di una città morta e defunta, in cui nessuno apre più nemmeno un negozietto di frutta da dieci anni.
I cinesi sono gli unici che hanno il coraggio di fare impresa, il che porta indotto e quindi gettito fiscale, ecc. Nell'economia asfittica ferrarese sono una boccata d'aria fresca.

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Parole sante cavallo, ti ringrazio per la solidarietà. Io comunque alcuni nickname credo di sapere di chi sono, non sono i soliti vecchietti con l'arteriosclerosi (la tipica fauna di questa nebbiosa città), ce ne sono almeno quattro o cinque che fanno parte o sono addirittura in ruoli di spicco di tu sai quali schieramenti politici... Perché poi spargere odio è il passatempo preferito degli ignoranti e dei falliti, si sa.

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http://www.estense.com/?p=267678

I commenti sono dei soliti idioti. Vi prego fate numero e scrivete la verità.

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Generale / Re:buona notizia per i ferraresi
« il: 01 Gennaio, 2013, 14:25:50 pm »
Fa concorrenza soprattutto al molto simile "Il Baule" a Occhiobello (grande uguale, più o meno la stessa merce) e al corrispondente Il Baule (un po' più piccolo) all'interno dell'Ipercoop Le Mura. Sempre tutti cinesi.
Non vorrei che si arrivasse come al solito alla saturazione con conseguente fallimento degli ultimi arrivati, come sta già succedendo coi Wok qui a Ferrara.
Auguro agli imprenditori e ai dipendenti di fare tanti soldi e di tirare su un po' l'esangue economia ferrarese. Se non ci fossero i cinesi a fare un minimo di impresa, noi qui saremmo in bancarotta da tempo...

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