<superlatitanti>?????? - Attualità - Associna Forum

Autore Topic: ??????  (Letto 585 volte)

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cavallo

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??????
« il: 06 Dicembre, 2009, 09:34:43 am »
ieri, quasi a controbilanciare mediaticamente  le dichiarazioni processuali di Spatuzza, sono stati arrestati 2 boss mafiosi, Nicchi e Fidanzati, considerati SUPERLATITANTI...
http://www.repubblica.it/2009/12/sezion ... resto.html

ed eccolo nel 2008 Nicchi, definito ora <il numero 2 di Cosa Nostra>, a divertirsi a New York...:
http://www.repubblica.it/2006/05/galler ... -ny/1.html

questa sarebbe la collaborazione tra i fraterni alleati USA e Italia nella lotta al crimine organizzato?
questo sarebbe un SUPERLATITANTE? che ha passato tranquillamente  i controlli di frontiera italiani ed USA, va in vacanza tranquillo negli USA, gira senza problemi e senza alcuna misura di clandestinita', fa shopping, si diverte...?

ma chi stanno prendendo in giro?

evidentemente e' piu' difficile passare le frontiere italiane (e USA) per un migrante irregolare che per signori di questo calibro che in Italia e negli USA hanno ottimi appoggi fino a quando tali appoggi non decidono che sia tempo di scaricarli e...succede che vengano catturati...

nella storia mafiosa vi sono sempre state vicende di reciproci attacchi fra ex-conniventi che si sono sbarazzati del socio, si trattasse del politico Salvo Lima (ammazzato dalla mafia dopo anni di frfuttuosa collaborazione) o del bandito Salvatore Giuliano (ammazzato da un compare al servizio delllo stato perche'non rivelasse in caso di cattura le collusioni con apparati dello stato)

forse ci illumina in parte l'articolo seguente (di un giornalista che segue le vicende di mafia da anni):
http://www.repubblica.it/2009/12/sezion ... -6dic.html

oppure:
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/22678/78/

http://www.guidasicilia.it/ita/main/new ... News=20271
<<la Direzione nazionale antimafia chiama ''borghesia mafiosa'', che scavalca le figure dei semplici fiancheggiatori per diventare una fascia ''di tecnici, di esponenti della burocrazia, di professionisti, di imprenditori e politici che o sono strumentali o interagiscono con la mafia in una forma di scambio permanente fondato sulla difesa di sempre nuovi interessi comuni''. ''L'attuale analisi dell'organizzazione dell'ordinamento interno di Cosa nostra - si legge nella prima relazione annua del procuratore nazionale antimafia presentata pochi giorni fa - evidenzia [...] l'acquisizione di ruoli di comando da parte di uomini d'onore di estrazione borghese e con un significativo profilo professionale o culturale, sicché non è errato desumere da tale fenomeno i sintomi di una rapida evoluzione della struttura organizzativa verso una forma di associazione criminale governata da soggetti acculturati e propensa ad una politica di mediazione e di infiltrazione istituzionale economica e finanziaria, e, al tempo stesso, proiettata ad assumere la fisionomia tipica dell'associazione segreta''.>>

http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... lermo.html

http://www.dazebao.org/news/index.phpòo ... Itemid=150

ma naturalmente per alcuni le uniche mafie pericolose in Italia (magari a milano...) sono quelle delle <terribili>, <potentissime>, <misteriose>, <esotiche> TRIADI CINESI.... (prive in Italia di ogni aggancio istituzionale, di ogni copertura poliziesca, di ogni collusione politica....).; e' il caso delle campagne sinofobe della Lega, che pure in passato aveva sulla queastione mafie italiche posizioni come le seguenti:

http://www.vivicentro.org/bossi-berlusc ... 18144.html
<<Bossi su Berlusconi:
- "Berlusconi è l'uomo della mafia. La Fininvest è nata da Cosa Nostra"
- "Dovrai scappare dal nord di notte con tua moglie e i tuoi figli e le valigie. Hanno capito che tu sei mafioso"
- "Se Berlusconi mi telefona gli faccio sentire il rumore del mio revolver" >>

http://www.berluscastop.it/pcampoli/PAD ... %20mafioso che fa riferimento a vari articoli di LA PADANIA del 1998, fra cui il seguente (chiedo scusa ma lo riporto integralmente per la sua significativita'...)


Berlusconi mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo Dai miliardi per comprare il terreno della futura Milano2, alle societa' siciliane con parenti di Buscetta: al Signore di Arcore la parola. Spieghi, e sia chiaro

di max parisi

Basta. Basta con questa indicibile manfrina messa in piedi dai mezzi di comunicazione di massa sulle vicende giudiziarie - specialmente quelle palermitane - di Silvio Berlusconi. E' arrivata l'ora delle certezze definitive. Di seguito presento al signor Berlusconi una serie di domande invitandolo pubblicamente a rispondere nel merito con cristallina chiarezza affinche' una volta per tutte sia lui in prima persona a dimostrare - se ne e' capace - che con Cosa Nostra non ha e non ha mai avuto nulla a che fare. A scanso di equivoci e strumentalizzazioni, gia' da ora - signor Berlusconi -  le annuncio che nessuna delle notizie sul suo conto che leggera' in questo articolo e' frutto di "pentimenti", e nessuna delle domande che le sto per porre si basa o prende spunto anche fosse in modo marginale dalle parole dei cosiddetti "pentiti". Tutto al contrario, esse si basano su personali indagini e su documenti amministrativi che in ogni momento - se lo riterra' - potro' inviarle perche' si sinceri della loro autenticita'. Detto questo, prego, legga, e mi sappia poi dire.Partiamo da lontano, perche' lontano inizia la sua storia imprenditoriale, signor Berlusconi.

Primo quesito: lei certamente ricorda che il 26 settembre 1968 la sua  societa' - l'Edilnord Sas - acquisto' dal conte Bonzi l'intera area dove di li' a breve lei costruira' il quartiere di Milano2. Lei pago' l'area circa 4.250 lire al metro quadrato, per un totale di oltre 3 miliardi. Questa somma, nel 1968 quando lei aveva appena 32 anni e nessun patrimonio familiare alle spalle, e' di enorme portata. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a 38 miliardi, 739 milioni e spiccioli. Dopo l'acquisto - intendo dire nei mesi successivi - lei apri' un gigantesco cantiere edilizio, il cui costo arrivera' a sfiorare 500 milioni al giorno, che in circa 4-5 anni portera' all'edificazione di Milano2 cosi' come e' oggi. Ecco la prima domanda: signor Berlusconi, a lei, quando aveva 32 anni, gli oltre 30 miliardi per comprare l'area, chi li diede? Inoltre: che garanzie offri' e a chi per ricevere tale ingentissimo credito? In ultimo: il denaro per avviare e portare a conclusione il super-cantiere, chi glielo forni'? Vede, se lei non chiarisce questi punti, si e' autorizzati a credere che le due misteriose finanziarie svizzere amministrate dall'avvocato di Lugano Renzo Rezzonico "sue finanziatrici", cosi' come altre finanziarie elvetiche che entreranno in scena al suo fianco e che tra poco incontreremo, sono paraventi dietro i quali si sono nascosti soggetti tutt'altro che raccomandabili. Si', perche' - mi creda signor Berlusconi - nel 1998, oggi, se lei chiarisse una volta per tutte, con nomi e cognomi, chi le presto' tale gigantesca fortuna facendo con questo crollare ogni genere di sospetto e insinuazione sul suo conto, nessuno e dico nessuno si alzerebbe per criticarla sostenendo che lei opero' con capitali sfuggiti, per esempio, al fisco italiano e riparati in Svizzera, poi rientrati in Italia grazie alla sua attivita' imprenditoriale. Sarei il primo ad applaudirla, signor Berlusconi, se la realta' fosse questa. Se invece di denaro frutto di attivita' illecite, si tratto' di risparmi onestamente guadagnati e quindi sottratti dai rispettivi proprietari al fisco assassino italiota che grazie a lei ridiventarono investimenti, lei sarebbe da osannare. Parli, signor Berlusconi, faccia i nomi e il castello di accuse di riciclaggio cadra' di schianto.                                                                                                                                              Secondo quesito: il 22 maggio 1974 - certamente lo ricorda, signor Berlusconi - la sua societa' "Edilnord Centri Residenziali Sas" compi' un aumento di capitale che cosi' arrivo' a 600 milioni (4,8 miliardi di oggi, fonte Istat). Il 22 luglio 1975 la medesima societa' esegui' un altro aumento di capitale passando dai suddetti 600 milioni a 2 miliardi (14 miliardi di oggi, fonte Istat). Anche in questo caso, vorrei sapere da dove e da chi sono arrivati queste forti somme di denaro in contanti.                                                                                                                                                                                                                  Terzo quesito: il 2 febbraio 1973 lei fondo' un'altra societa', la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa divento' una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi e lei fara' in modo di emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi. Signor Berlusconi, anche in questo caso le chiedo: il denaro in contanti per queste forti operazioni finanziarie, chi glielo diede? Fuori i nomi.      Quarto quesito: lei non puo' essersi scordato che il 15 settembre 1977 la sua societa' Edilnord cedette alla neo-costituita "Milano2 Spa" tutto il costruito del nuovo quartiere residenziale nel Comune di Segrate battezzato "Milano2" piu' alcune aree ancora da edificare di quell'immenso terreno che lei compero' nel '68 per l'equivalente di piu' di 32 miliardi in contanti. Tuttavia quel 15 settembre di tanti anni fa, accadde un altro fatto: lei, signor Berlusconi, decise il contemporaneo cambiamento di nome della societa' acquirente. Infatti l'impresa Milano2 Spa inizio' a chiamarsi cosi' proprio da quella data. Il giorno della sua fondazione a Roma, il 16 settembre 1974, la futura  Milano2 Spa - come lei senza dubbio rammenta - viceversa rispondeva al nome di Immobiliare San Martino Spa, "forte" di un capitale di lire 1 (un) milione, il cui amministratore era Marcello Dell'Utri. Lo stesso Dell'Utri che lei, signor Berlusconi, sostiene fosse a quell'epoca un <<mio semplice segretario personale>>. Sempre il 15 settembre 1977, quel milione venne portato a 500 e la sede trasferita da Roma a Segrate. Il 19 luglio 1978, i 500 milioni diventeranno 2 miliardi di capitale sociale. Ecco, anche in questo caso, vorrei sapere dove ha preso e chi le ha fornito tanto denaro contante e in base a quali garanzie.                                                                                                                                                                                                     Quinto quesito: signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, certamente ricorda che nacque in due tappe. Partiamo dalle seconda: l'8 giugno 1978 lei fondo' a Roma la "Finanziaria d'Investimento Srl" - in sigla Fininvest - dotandola di un capitale di 20 milioni e di un amministratore che rispondeva al nome di Umberto Previti, padre del noto Cesare di questi tempi grami (per lui). Il 30 giugno 1978 il capitale sociale di questa sua creatura venne portato a 50 milioni, il 7 dicembre 1978 a 18 miliardi, che al valore d'oggi sarebbero 81 miliardi, 167 milioni e 400 mila lire. In 6 mesi, quindi, lei passo' dall'avere avuto in tasca 20 milioni per fondare la Fininvest Srl a Roma, a 18 miliardi. Fra l'altro, come lei certamente ricorda, la societa' in questo periodo non possedeva alcun dipendente. Nel luglio del 1979 la Fininvest Srl, con tutti quei soldi in cassa, venne trasferita a Milano. Poco prima, il 26 gennaio 1979 era stata "fusa" con un'altra sua societa' dall'identico nome, signor Berlusconi: la Fininvest Spa di Milano. Questa societa' fu la prima delle due tappe fondamentali di cui dicevo poc'anzi alla base dell'edificazione del suo impero, e in realta' di milanese aveva ben poco, come lei ben sa. Infatti la Fininvest Spa venne anch'essa fondata a Roma il 21 marzo del 1975 come Srl, l'11 novembre dello stesso anno trasformata in Spa con 2 miliardi di capitale, e quindi trasferita nel capoluogo lombardo. Tutte operazioni, queste, che penso', decise e attuo' proprio lei, signor Berlusconi.Dopo la fusione, ricorda?, il capitale sociale verra' ulteriormente aumentato a 52 miliardi (al valore dell'epoca, equivalenti a piu' di 166 miliardi di oggi, fonte Istat). Bene, fermiamoci qui.  Signor Berlusconi, i 17 miliardi e 980 milioni di differenza della Fininvest Srl di Roma (anno 1978) chi glieli forni'? Vorrei conoscere nomi e cognomi di questi suoi munifici amici e anche il contenuto delle garanzie che lei, signor Berlusconi, offri' loro. Lo stesso dicasi per l'aumento, di poco successivo, a 52 miliardi. Naturalmente le chiedo anche notizie sull'origine dei fondi, altri 2 miliardi, della "gemella" Fininvest Spa di Milano che lei fondo' nel 1975, anno pessimo per cio' che attiene al credito bancario e ancor peggio per i fondamentali dell'economia del Paese.                                                                                                                                                                                                  Sesto quesito: lei, signor Berlusconi, almeno una volta in passato tento' di chiarire il motivo dell'esistenza delle 22 (ma c'e' chi scrive, come Giovanni Ruggeri, autore di "Berlusconi, gli affari del Presidente" siano molte di piu', addirittura 38) "Holding Italiane" che detengono tuttora il capitale della Fininvest, esattamente l'elenco che inizia con Holding Italiana Prima e termina con Holding Italiana Ventiduesima. Lei sostenne che la ragione di tale castello societario sta nell'aver inventato un meccanismo per pagare meno tasse allo Stato. Cosi' pure, signor Berlusconi, lei ha dichiarato che l'inventore del marchingegno finanziario, che ripeto detiene - sono sue parole - l'intero capitale del Gruppo, fu Umberto Previti e l'unico scopo per il quale l'invento' consisteva - e consiste tutt'oggi - nell'aver abbattuto di una considerevole percentuale le tasse, ovvero il bottino del rapinoso fisco italiota ai suoi danni, con un meccanismo assolutamente legale. Queste, mi corregga se sbaglio, furono le ragioni che addusse a suo tempo, signor Berlusconi, per spiegare il motivo per cui il capitale della Fininvest e' suddiviso cosi'. E' una motivazione, pero', che a molti appare quanto meno curiosa, se raffrontata - ad esempio - con l'assetto patrimoniale di un altro big dell'imprenditoria nazionale, Giovanni Agnelli, che viceversa ha optato da molti anni per una trasparentissima societa' in accomandita per detenere e definire i propri beni e quote del Gruppo Fiat. In sostanza lei, signor Berlusconi, piu' volte ha ribadito che "dietro" le 22 Holding c'e' soltanto la sua persona e la sua famiglia. Non avro' mai piu' motivo di dubitare di questa sua affermazione quando lei spieghera' con assoluta chiarezza le ragioni di una sua scelta a dir poco stupefacente. Questa: c'e' un indirizzo - a Milano - che lei, signor Berlusconi conosce molto bene. Si tratta di via Sant'Orsola 3, pieno centro cittadino. A questo indirizzo nel 1978 nacque una societa' fiduciaria - ovvero dedita alla gestione di patrimoni altrui - denominata Par.Ma.Fid.A fondarla furono due commercialisti, Roberto Massimo Filippa e Michela Patrizia Natalini. Detto questo, certo rammenta, signor Berlusconi, che importanti quote di diverse delle suddette 22 Holding verranno da lei intestate proprio alla Par. Ma.Fid. Esattamente il 10 % della Holding Italiana Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Ventunesima e Ventiduesima, piu' il 49% della Holding Italiana Prima, la quale - in un perfetto gioco di scatole cinesi - a sua volta detiene il 100% del capitale della Holding Italiana Sesta e Settima e il 51% della Holding Italiana Ventiduesima. Vede, signor Berlusconi, dovrebbe chiarirmi per conto di chi la Par.Ma.Fid. gestira' questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perche' lei decise di affidare proprio a questa societa' tale immensa fortuna. Infatti lei - che e' un attento lettore di giornali e ha a sua disposizione un ferratissimo nonche' informatissimo staff di legali civilisti e penalisti - non puo' non sapere che la Par.Ma.Fid. e' la  medesima societa' fiduciaria che ha gestito - esattamente nello stesso periodo - tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss - di area corleonese e non - operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona. Quindi, signor Berlusconi, a chi finivano gli utili della Fininvest relativi alle quote delle Holding in mano alla Par.Ma.Fid.? Per conto di chi la Par.Ma.Fid. incassava i dividendi e gestiva le quote in suo possesso? Chi erano - mi passi il termine - i suoi "soci", signor Berlusconi, nascosti dietro lo schermo anonimo della fiduciaria di via Sant'Orsola civico 3? Capisce che in assenza di una sua precisa quanto chiarificatrice risposta che faccia apparire il volto - o i volti - di coloro che per anni incasseranno fior di quattrini grazie alla Par.Ma.Fid., ovvero alle quote della Fininvest detenute dalla Par.Ma.Fid. non si sa per conto di chi, sono autorizzato a pensare che costoro non fossero estranei all'altro "giro" di clienti contemporaneamente gestiti da questa fiduciaria, clienti i cui nomi rimandano direttamente ai vertici di Cosa Nostra.                                                                                                                                                                                                                 Settimo quesito: e' universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore e' "nato col mattone" per poi approdare alla televisione. Proprio sull'edificazione del network tivu' e' incentrato questo punto. Lei, signor Berlusconi, certamente ricorda che sul finire del 1979 diede incarico ad Adriano Galliani di girare l'Italia ad acquistare frequenze tivu'. Lo scopo - del tutto evidente - fu quello di costituire una rete di emittenti sotto il suo controllo, signor Berlusconi, in modo da poter trasmettere programmi, ma soprattutto pubblicita', che cosi' sarebbe stata "nazionale" e non piu' locale. La differenza dal punto di vista dei fatturati pubblicitari, ovviamente, era enorme. Fu un piano perfetto. Se non che, Adriano Galliani invece di buttarsi a capofitto nell'acquisto di emittenti al  Nord, inizio' dal Sud e precisamente dalla Sicilia, dove entro' in societa' con i fratelli Inzaranto di Misilmeri (frazione di Palermo) nella loro Retesicilia Srl, che dal 13 novembre 1980 vedra' nel proprio consiglio di amministrazione Galliani in persona a fianco di Antonio Inzaranto. Ora lei, signor Berlusconi, da imprenditore avveduto qual e', non puo' non avere preso informazioni all'epoca sui suoi nuovi soci palermitani, personaggi molto noti da quelle parti per ben altre questioni, oltre la tivu'. Infatti Giuseppe Inzaranto, fratello di Antonio nonche' suo partner, e' marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta. No, sia chiaro, non mi riferisco al "pentito Buscetta" del 1984, ma al super boss che nel '79 e' ancora braccio destro di Pippo Calo' e amico intimo di Stefano Bontate, il capo dei capi della mafia siciliana. Quindi, signor Berlusconi, perche' entro' in affari - tramite Adriano Galliani - con gente di questa risma? C'e' da notare, oltre tutto, che i fratelli Inzaranto sono di Misilmeri. Le dice niente, signor Berlusconi, questo nome? Guardi che glielo sto chiedendo con grande serieta'. Infatti proprio di Misilmeri sono originari i soci siciliani della  nobile famiglia Rasini che assieme alla famiglia Azzaretto - nativa di Misilmeri, appunto - fondo' nel 1955 la banca di Piazza Mercanti, la Banca Rasini. Giuseppe Azzaretto e suo figlio, Dario Azzaretto, sono persone delle quali lei, signor Berlusconi, con ogni probabilita' sentiva parlare addirittura in casa da suo padre. Gli Azzaretto erano - con i Rasini - i diretti superiori di suo padre Luigi, signor Berlusconi. Gli Azzaretto di Misilmeri davano ordini a suo padre, signor Berlusconi, che per molti anni fu loro procuratore, il primo procuratore della Banca Rasini. Certo non le vengo a chiedere con quali capitali - e di chi - Giuseppe Azzaretto riusci' ad affiancarsi nel 1955 ai potenti Rasini di Milano, tenuto conto che Misilmeri e' tutt'oggi una tragica periferia della peggiore Palermo, pero' che a lei Misilmeri possa risultare del tutto sconosciuta, mi appare inverosimile. Ora le ripeto la domanda: si informo' sulla "serieta'" e la "moralita'" dei nuovi soci - il clan Inzaranto - quando tra il 1979 e l'80 diverranno parte fondamentale della sua rete tivu' nazionale?                                                Ottavo quesito: certo a lei, signor Berlusconi, il nome della societa' Immobiliare Romana Paltano non puo' risultare sconosciuto. E' impossibile non ricordi che nel 1974 la suddetta, 12 milioni di capitale, fini' sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell'Utri, perche' proprio sui terreni di questa societa' lei dara' corso all'iniziativa edilizia denominata Milano3. Cosi' pure ricordera' che nel 1976 l'esiguo capitale di 12 milioni aumentera' a 500, e che il 12 maggio del 1977 salira' ulteriormente a 1 (un) miliardo, e che cambiera' anche la sua denominazione in Cantieri Riuniti Milanesi Spa. Come al solito, vengo subito al dunque: anche in questo ennesimo caso, chi le forni', signor Berlusconi, questi forti capitali per aumentare la portata finanziaria di quella che era una modestissima impresa del valore di soli 12 milioni quando la acquisto'?                                                                                                                                                                   Nono quesito: lei, signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977 a Roma fondo' l'Immobiliare Idra col capitale di 1 (un) milione. Questa societa', che oggi possiede beni immobili pregiatissimi in Sardegna, l'anno successivo - era il 1978 - aumento' il proprio capitale a 900 milioni. Signor Berlusconi, da dove arrivarono gli 899 milioni (4 miliardi e 45 milioni d'oggi, fonte Istat) che fecero la differenza?                                                                                   Decimo quesito: signor Berlusconi, in piu' occasioni lei ha usato per mettere in porto affari di vario genere - l'acquisto dell'attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio - la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come nel precedente riferito alla Par.Ma. Fid., lei ha scelto una societa' fiduciaria - questa volta domiciliata in Svizzera - al cui riguardo le cronache giudiziarie si erano largamente espresse. Tenuto conto della potenza dello staff informativo che la circonda, signor Berlusconi, mi appare del tutto inverosimile che lei non abbia saputo, circa la Fimo di Chiasso, che e' stata per lungo tempo il canale privilegiato di riciclaggio usato da Giuseppe Lottusi, arrestato il 15 novembre del 1991 mentre "esportava" forti capitali della temibile cosca palermitana dei Madonia. Cosi' pure non le sara' sfuggito che Lottusi venne condannato a 20 anni di reclusione per quei reati. Tuttora e' in carcere a scontare la pena. Ebbene, signor Berlusconi, se quel gangster fini' in galera il 15 novembre del '91, nella primavera del 1992 - cioe' pochi mesi dopo quel fatto che campeggio' con dovizia di particolari, anche circa la Fimo, sulle prime pagine di tutti i giornali - il suo Milan "pago'" una forte somma "in nero" - estero su estero - per la cessione di Gianluigi Lentini, e uso' per la transazione proprio la screditatissima Fimo, fiduciaria di narcotrafficanti internazionali. Perche', signor Berlusconi?Ecco, queste sono le domande. Risponda, signor Berlusconi. Presto. Come ha visto, di "pentiti" veri o presunti non c'e' traccia negli 11 quesiti. Semmai c'e' il profumo di  centinaia di miliardi che tra il 1968 e il 1979 finirono nelle sue mani, signor Berlusconi. E tuttora non si sa da dove arrivarono. Poiche' c'e' chi l'accusa che quell'oceano di quattrini provenne dalle casse di Cosa Nostra e sta indagando proprio su questo, prego, schianti ogni possibile infamia dicendo semplicemente la verita'. Punto per punto, nome per nome. E' un'occasione d'oro per farla finita una volta per tutte. Sappia che d'ora in poi il silenzio non le e' piu' consentito ne' come imprenditore, ne' come politico, ne' come uomo.



e che nonostante questo ci governa assieme... e oggi lo difende:http://www.ilmessaggero.it/articolo.phpòid=83164&sez=HOME_INITALIA&npl=N )


ci sarebbe da ridere se non si dovesse piangere...!
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cavallo »
"anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti" (Fabrizio De André)

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« Risposta #1 il: 06 Dicembre, 2009, 12:25:26 pm »
ecco un commento assai pacato di Scalfari, che riassume il senso del rapporto, apparentemente contraddittorio, tra Cosa Nostra (il caso di camorra e ndrangheta e'storicamente differente e sarebbe troppo lungo affrontarne le diversita' che tra l'altro le rendono oggi piu' presenmti internazionalmente, piu'pervasive della politica a 360 gradi e pericolose della mafia siciliana) e popteri politici

http://www.repubblica.it/2009/12/sezion ... -6dic.html

personalmente, ritengo che sarebbe interessante approfondire 2 punti:

- chi ha avuto favori (elettorali, finanziari, dio potere) dalla mafia e ne ha tradito le aspettative e' SEMPRE stato punito dalla mafia ma non per questo diventa vittima e questo non cancella il suo passato...; inoltre tali mutamenti di atteggiamento hanno sempre corrisposto ad un mutamento sia degli equilibri DENTRO la mafia (a causa di nuovi settori di affari, di guerre interne e degli stessi colpi della repressione istituzionale, spesso favorita da settori della mafia contro altri: si veda il caso Riina/Provenzano...), sia delle caratteristiche stesse della mafia (ad esempio nel passaggio da quella rurale a quella urbana, da quella urbana a quella del narcotraffico, pur senza abbandonare MAi i vecchi settori!);

- la mafia (storicamente figlia di scelte compiute per il controllo capillare del territorio in funzione antiplebea dagli Aragonesi e dal clero siciliano secoli fa, come dimostrato da Sciascia e confermato da Camilleri relativamente alla <bolla di componenda>) ha giocato sul baronato borbonico, prima, sui settori moderati garibaldini poi, su  Giolitti nel prefascismo, sulla DC di fanfani nel primo dopoguerra, su quella di Andreotti successivamente, su settori del PSI craxista successivamente, su Forza Italia poi, su settori dellòDC e dell'MPA adesso, secondo la logica ben descritta da Pirandello  <cambiare tutto per non cambiare nulla>; in tal modo la mafia ha dimostrato di essere componente organica, al di la' dei partiti e delle ideologie (ma non senza una ideologia sua: familismo, cattoipocrisia, ferocia, pseudoonore, gerarchia, vendetta, rifiuto di ogni forma di solidarieta' di classe, rifiuto del termine diritti da sostituire con favori, ecc.) e soprattutto delle persone.
per questo la mafia (a differenza della ndrangheta e della stessa camorra) non ha mai fatto patti organici con le forze davvero progressiste (l'ala radicale del garibaldinismo, schiacciata dalla repressione di Bixio stesso, gli anarchici della fine 800, le organizzazioni bracciantili, i cui leaders ha assassinato a decine, il PCI, ecc.) sebbene non abbia disdegnato collusioni con singoli personaggi provenienti da quegli ambienti, senza eccezione alcuna...
dunque, se la mafia (la/una nuova ulteriore, vera, riadattata mafia di cui parlanio le inchieste, non i <superlatitanti> in vacanza che ora vengono arrestati... in appartamenti accanto al Palazzo di Giustizia...) dopo aver abbandonato Andreotti sembra abbandonare Berlusca, sapere su quale/i nuovo/i strumento/i puntera'e'essenziale per comprenderne le mosse,
 - verso il progetto (gia'avuto anni fa e decenni fa)  del separatismo (magari sotto la forma della LEGA DEL SUD o dell'MPA di Lombardo)?
- verso un nuovo patto scellerato con settori clericali *(magari mediato dai Cuffaro dell'UDC)?
- verso la totale destabilizzazione sfruttando la disperazione di settori popolari economicamente allo stremo e la creazione di nuclei terroristici polticizzati (si ricordi che la mafia non permise la costruzione delle BR in Sicilia!!!)?

non sono domande accademiche ma elementi che incideranno sulla vita di tutti/e coloro che risiedono in Italia e non solo...
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cavallo »
"anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti" (Fabrizio De André)