RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti - page 1 - Costume & Società - Associna Forum

Autore Topic: RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti  (Letto 16737 volte)

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cavallo

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RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti
« il: 21 Dicembre, 2012, 12:39:15 pm »
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/12/20/foto/kang_di_l_ideogramma_cinese_del_chianti-49163294/1/?ref=HRESS-18

si noti che:
* nessun vino francese di pregio ha mai effettuato la stessa scelta e ciononostante la vedndita di vini di pregio francesi in RPC é circa il decuplo di quella di vini italiani di pregio...
* gli ideogrammi prescelti hanno un significato in Cinese (spiegato nel sottotitolo: "Salute dell'Imperatore") che naturalmente non ha NULLA a che vedere col fatto che il nome "Chianti" riguarda invece una specifica area di produzione (come Champagne, Bordeaux, ecc.) e che solo come tale ha diritto di essere tutelato ad esempio dalle norme UE ed Italiane, mentre attribuirgli un nome di fantasia lo abbassa al livello di un qualunque vino privo di tutela geografica;
* i Consorzi di tutela dei vini di pregio italici sarebbe bene si occupassero prioritariamente di evitare truffe realizzate dai loro stessi soci (o, come nel caso del Consorzio del Brunello di Montalcino, anche dall'azienda del loro presidente...), che danneggiano l'immagine in modo irreparabile; inventare nomi di fantasia degni di un mao tai non mi pare né prioritario né intelligente

tipico mezzuccio degno di chio in passato aveva inventato (tremonti) la "finanza creativa"
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jie

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Re:RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti
« Risposta #1 il: 21 Dicembre, 2012, 21:57:16 pm »
quoto, i nomi vanno conservato. cmq ci sono anche altre marche o nomi che hanno inventato un nome in cinese bruttissimo, soprattutto nella moda. anche se i cinesi spesso si inventano nomi più facili da ricordare per i nomi stranieri che a molti non riescono a pronunciare, come fanno gli italiani per i nomi cinesi.
almeno chianti è diventato "salute dell'imperatore", sassicaia che non si è inventato un nome cinese, molti cinesi lo chiamano "sajikaoya"="uccidere il pollo e arrostire l'anatra"

Stefanoski

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Re:RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti
« Risposta #2 il: 21 Dicembre, 2012, 22:57:58 pm »
Beh si, è abbastanza ambigua come cosa e sinceramente non so come giudicarla.

Daccordo con voi che i nomi vanno conservati. Magari era più sensato mantenere il nome in bella vista e aggiungere sotto un marchio registrato (o dicitura) con i caratteri cinesi, fare un mix insomma destinato proprio a quel mercato.

Perchè infatti è appunto come dice Jie. I nomi in Cina, qualsiasi cosa direi, viene tradotta in ideogrammi (persino i calciatori, esempio Ronaldo - in pinyin luo na el duo :D ) sia per preservare la lingua che per facilitare la pronuncia.
« Ultima modifica: 21 Dicembre, 2012, 22:59:22 pm da Stefanoski »
C'è un elemento che ha rovinato questo forum. E' stato lasciato libero di agire usando modalità di dialogo che vengono usate in politica (ex PCI). Negare sempre tutto a favore dell'ideologia, mettere in bocca agli altri cose mai dette. Caos.

Rigira tutte le frittate e prende gli utenti per sfinimento. Che alla fine sbroccano.

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Re:RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti
« Risposta #3 il: 22 Dicembre, 2012, 07:47:42 am »
quoto Jie e Stefanoski e sottolioneo che un conto é la pratica dei Cinesi di trasformare (traslitterandone la fonetica) i nomi, un conto é che lo faccia un'azienda o un consorzio, quando si invoca (ipocritamente) la "tutele del marchio" e il "marchio" é dato come in questo caso da un nome geografico (Chianti) che corrisponde ad una tutela legale basata proprio su quell'origine geografica......

anche Carrefour ed Auchan traslitterano, ma non sono nomi geografici tutelati come tali.....

in questo caso, appunto, inventare un nome traslitterato in ideogrammi é darsi la zappa sui piedi ed infatti nessun produttore di vini francesi a denominazione d'origine tutelata (Bordeeaux, Champagne, ecc.) lo ha mai fatto in quella stessa Cina..... e loro vendono il decuplo dei vini italiani di pregio, in Cina....
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Stefanoski

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Re:RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti
« Risposta #4 il: 22 Dicembre, 2012, 11:09:36 am »
Beh però è una mossa diversa e bisogna poi vedere come andrà applicata e con quali accordi commerciali.

Pensandoci bene può anche rivelarsi vincente.

In Cina la conoscenza dei vini è scarsa e spessissimo ci si ritrova a bere vini contraffatti o che son stati sotto sole cocente per giornk, come rimenenze di magazzino ecc... ecc...

Quando si compra un vino italiano si va esclusivamente per nomi e quindi brunello o barolo saranno sempre in testa. Anche se poi li bevie fanno vomitare (considerando che poi si  beve quasi esclusivamente a "schioppo".

Poi, non tutti si possono permettere una buona bottiglia di vino. Il vino costa in Cina e fa spesso schifo.

In questa maniera, magari con una campagna pubblicitaria ad hoc e determinate convenzione si potrebbe raggiungere un buon risultato:entrare nella testa dei consumatori cinesi utilizzando, oltre a un nome facilmente ricordabile, un determinato tipo di marketing proprio del luogo.

Non è detto  che se non l'hanno mai fatto gli altri non debbano farlo altri, anzi, essere i primi è sicuramente un vantaggio. 

Una volta un cliente che lavorava in maniera originale, e al quale dissi "magari fossero tutti svegli come te" mi rispose "a Ste, se eravamotutti sveji eravamo tutti cojoni!"

Per dire  he le cose funzionano quando sono diverse e non quando tutti le fanno alla stessa maniera. Che poi è quello che penso anche io e che dovrebbero pensare le aziende rinnovandosi e trovando strade alternative.

Se poi andrà bene ci sarà sicuramente qualcun altro che lo farà e tu dovrai reinventarti per riemergere ancora :)


P.S. c'ho riflettuto un pochino :D

« Ultima modifica: 22 Dicembre, 2012, 11:11:22 am da Stefanoski »
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Re:RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti
« Risposta #5 il: 22 Dicembre, 2012, 11:48:41 am »
Nnon e che magari qualcun altro ha registrato il marchio chianti in cina prima del consorzio?

Stefanoski

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Re:RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti
« Risposta #6 il: 22 Dicembre, 2012, 11:53:59 am »
Beh non credo, altrimenti sai quante storie ci sarebbero state sui giornali ? :D
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Re:RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti
« Risposta #7 il: 22 Dicembre, 2012, 12:28:22 pm »
,i pare sfuggano alcuni elementi che ho cercato di sottolineare:
1) il marchio "CHIANTI" non é equivalente ad un marchio aziendale (Ferrari, Gucci, ecc.) ma é un marchio tutelato in quanto denominazione GEOGRAFICA; se si toglie il rapporto con l'area geografica e si preferisce una traslitterazione che ha a che fare con "imperatori" si perde ogni rapporto con quella tutela....;
2) questo lo sanno benissimo gli "altri" (che poi in campo vinicolo sono quei Francesi che vendono 10 volte più vini di pregio in Cina che gli Italiani e nel commercio se le idee sono giuste o meno si vede dalle vendite, o sbaglio?); infatti mentre marchi non geografici come AUCHAN e CARREFOUR sono stati traslitterati in Cinese, marchi geografici di vini come Champagne e Bordeaux assolutamente no! in compenso il Consorzio Bordeaux (non quello Chianti...) ha da anni una intensa attività promozionale in Cina che porta ad eccellenti risultati (che il Chianti si sogna....);
3) ovviamente non é traslitterando con nomi di fantasia "Chianti" che si combattono le contraffazioni segnalate da stefanosky;
4) non sottovaluterei inoltre il fatto che i principali consumatori di vini di pregio in RPC sono o direttamente persone che per livello sociale  e culturale cominciano ad avere accesso alle info sui vini internazionali (anche viaggiando e anche via Internet) o soggetti (grandi hotels, ristoranti di lusso, ecc.) che hanno accesso continuo a tali info; allora credo che conoscano bene "Chianti" , "Bordeaux", "Chamèagne",. ecc. e che conoscano anche scandali che vedono protagonisti in Italia (non in Francia...) perfino membnri e presidenti (nel caso del Brunello) di quei Consorzi di tutela che si trawsformano talora in vergogne, talaltra in barzellette, scandali ccontro cui il lottare ha a che fare con le contraffazioni assai più di  un nome creativo e di fantasia....

resto del parere che simili scelte siano fesserie da "creativi" stile "finanza creativa" di tremonti (che si é visto a cosa ha portato...) e che si dovrebbe sempre imparare da chi vende 10 volte più di noi in termini di valore (pur vendendo meno in termini di ettolitri!!!)   e perfino prodotti che oggettivamente non sono migliori di certi vini italiani, e chiedersi senza spocchia perché, invece di affidarsi alla "creatività" selvaggia.....

e magari valutare quantitativamente il danno di immagine di certe schifezze commesse dai presidenti di certi Consorzi (es.: Brunello) o della Confcommercio (Billé), da certe scelte demenziali del passato per la promozione fittizia dell'agroalimentare italiano in RPC (fallite nel giro di pochi anni), note in tutto il Mondo sui media e sul web, specie fra chi si occupa di certi temi seriamente

ma ripeto, si può discutere qualsiasi scelta, ma non si possono discutere i risultati economici che sono lì, nero su bianco, a mostrare chi sa vendere e chi no e che provano quindi quali siano le vere scelte "giuste"
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Re:RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti
« Risposta #8 il: 22 Dicembre, 2012, 12:41:38 pm »
È una nuova idea e bisognerà vedere a cosa porterà.  A noi ancora non è dato saperlo :)

Nessuno vieta poi che ci sia o meno scritto chianti sopra o sotto, grande o piccolo, magari con una bella cartina geografica e custodia di legno.

Mi piace chi osa, se non osi non saprai mai come andrà a finire, giusto o sbagliato che sia :)
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Re:RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti
« Risposta #9 il: 22 Dicembre, 2012, 15:15:27 pm »
cavallo sappiamo tutti i risultati dei vini francesi in Cina e che noi dovremmo se non altro avvicinarci vista la qualità. Però non è che il nome translitterato in caratteri ha portato a questo risultato, quello è anzi un tentativo di marketing fatto recentemente proprio per cercare di cambiare le cose. Forse funziona, forse non funziona.. ma non si può dare la colpa a questo della posizione dei vini italiani in cina.
Comunque i cinesi danno nomi cinesi a tutto, nazioni, città, ecc. nella loro lingua, nomi che magari hanno pure significati che poco c'entrano con il soggetto e che magari perfino a suono non ricordano molto il nome originale.. Chianti è una zona geografica, ma anche un marchio, famoso. Il tentativo non è da disprezzare, mi pare vada incontro alle abitudini cinesi, è una maniera per farsi conoscere meglio..
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Re:RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti
« Risposta #10 il: 22 Dicembre, 2012, 18:50:46 pm »
mai scritto che la colpa del fatto che i vini italiani in RPC, che vendono di più in quantità, vendano un decimo in valore monetario rispetto a quelli francesi sia della traslitterazione fantasiosa di "Chianti" (avvenuta solo ora), ho solo sottolineato, e lo continuo a fare, che:
- i produttorio di vini pregiati francesi non si sono mai sognati di fare altrettanto in quella stessa RPC in cui "i Cinesi danno nomi cionesi a tutto" (appunto, i Cinesio, non gli importatori stranieri di prodotti a denomionazione geografica...) eppure vanno benissimo....e in genere si copia  il metodo da chi ha successo;
- se si usa una denominazione diversa da quella di origine geografica si perde proprio quel valore "geografico" che si proclama di voler difendere dalle contraffazioni (di "salute dell'imperatore" se ne può produrre ovunque, di vino del Chianti...solo nel Chianti! credevo fosse chiaro...);
- non imparare umilmente da chi vende il decuplo e voler trovare pseudosoluzioni creative a problemi che invece hanno altre cause (ne ho citate alcune: marketing provinciale, iniziative promozionali fallite, scandali noti in tutto il Mondo nei consorzi di tutela vinicola italiani, ecc.), questa sì che é una causa dell'andamento da vinop da tavloa delle macrovendite vinicole italiote in RPC...

ma evidentemente Tremonti fa scuola.....

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« Risposta #11 il: 22 Dicembre, 2012, 20:01:54 pm »
certi paragoni sono assolutamente fuori luogo, come se uno saltasse su dicendo gli italiani vendono molte più auto sportive dei francesi. lo champagne è lo champagne e nessuno potrà mai batterlo oramai è storia e dietro ci si sono accodati i vinicoltori francesi ed ha reso famosi in tutto il mondo i vini francesi che si bevevano in cina ben prima dell'ascesa di mao a differenza di quelli italiani.
è da preoccupare invece come mai ci siano altre nazioni prima dell'italia nel mercato dei vini in cina

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« Risposta #12 il: 23 Dicembre, 2012, 08:23:56 am »
certi paragoni sono assolutamente fuori luogo, come se uno saltasse su dicendo gli italiani vendono molte più auto sportive dei francesi.
é vero, certi paragoni sono fuori luogo, adv esempio non si possono paragonare autom sportive italiane o britanniche con quelle francesi...dato che praticamente sono ignote....mentre si possono perfettamente paragonare vini di pregio italiani (come Chianti e Brunello) con quelli francesi (come Bordeaux) perché sono entrambi di livelli comparabili anche in notorietà

lo champagne è lo champagne e nessuno potrà mai batterlo oramai è storia e dietro ci si sono accodati i vinicoltori francesi ed ha reso famosi in tutto il mondo i vini francesi che si bevevano in cina ben prima dell'ascesa di mao a differenza di quelli italiani.
dubito che ci siano in RPC ricordi diffusi del consumo dei vini francesi da parte di esigue minoranze di straricchi durante i decenni pre-1949 (essendo passati 63 anni.....) che giustifichino in qualche modo la differenza da 1 a 10 nel valore delle vendite tra vini italiani e francesi in Cina oggi, dubito che il boom di consumi cinesi di vini (che é ovviamente recentissimo e collòegato ai mutamenti sociali cinesi) abbia nulla a che fare con quelle limitatissime vendite lontane nel tempo....che poi  nessuno batta lo Champagne (nonostante in Italia, in Spagna ed in Georgia esistano "bollicine" anche di alto livello) e che i vini francesi si "accodino" allo Champagne in parte é vero e conferma solo l'insipienza delle strategie di marketing italiche (non solo per i vini), incapaci fra l0altro din "vendere" il valore immateriale dei prodotti (che nel caso dei vini e dei liquori francesi non é solo lo Champagne, ad esempio, ma la "francesità", che include Louvre, napoleone, Tour Eiffel, ecc., come si evincve anche dalle pubblicità francesi....); ma certin nostri "prenditori" consorziati, invece di studiare le strategie di chi vince preferiscono inventare nomi di fantasia in ideogrammi cinesi per il Chianti....

è da preoccupare invece come mai ci siano altre nazioni prima dell'italia nel mercato dei vini in cina
appunto, c'é chi sa la storia del commercio e sa imparare dai Francesi e chi per spocchia meschinonazionalistica non sa e non vuole farlo....

a ciascuno le sue conseguenze...
« Ultima modifica: 23 Dicembre, 2012, 18:05:53 pm da cavallo »
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Re:RPC: discutibile mossa del Consorzio del Chianti
« Risposta #13 il: 23 Dicembre, 2012, 15:53:45 pm »
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« Risposta #14 il: 23 Dicembre, 2012, 18:07:05 pm »
certo, e anche storia e matematica, vasco, storia e matematica
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