Dan Brown e' un romanziere, non uno storico, ne' un teologo (ne' uno scienziato per la parte scientifica), quindi inviterei la gente a prendere i testi di Dan Brown con le pinze, anzi piu' correttamente tenendo sempre a mente che si tratta di un racconto.
Lui stesso ricorda questa distinzione.
Cosi' come quando leggo Asimov o Tolkien, mi devo ricordare che si tratta di pura immaginazione.
Ci sono molti studi di storici e teologi, all'interno della chiesa cristiana stessa, sulla veridicita' dei testi cristiani, e qualche volta saltano fuori delle piccole incongruenze, ma che non bastano confutare le tesi.