Il Governo cinese Eleggera il nuovo Dalailama - page 6 - Attualità - Associna Forum

Autore Topic: Il Governo cinese Eleggera il nuovo Dalailama  (Letto 11987 volte)

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Xaratos

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« Risposta #75 il: 11 Dicembre, 2007, 01:12:45 am »
Come sempre, mi hai dato uno spunto su cui riflettere e dei punti di partenza per iniziare le mie ricerche. E più che altro, mi hai instillato il dubbio sulle parole di chi ha scritto l'introduzione del libro che ti ho citato. Non c'è molto su cui discutere perché a parte quelle poche e misere conoscenze che ti ho citato non so altro e non so rispondere ai tuoi quesiti, quindi, cedo la parola a chi ne sa più di me (se ovviamente vorrà confrontarsi). Io intanto, appena mi sarà possibile, comincerò ad applicarmi per migliorare le mie conoscenze e poter sostenere una discussione più lunga con te... Per il momento, il tutto si risolve con...

- Te che fai un quesito.
- Io che rispondo
- Tu che abbatti con un battito di ciglia le mie risposte.

Quel che posso pensare sulle dichiarazioni del Dalai Lama è che si sia sentito in colpa per il mancato raggiungimento dei suoi propositi e quindi, in un impeto di rabbia o che altro, ha rilasciato quelle dichiarazioni. E' successo a molti uomini, pure Enzo Biagi ha ritrattato alcune delle sue precedenti affermazioni. In ogni caso, le VERE motivazioni, le possiamo soltanto evincere da lui stesso oppure da chi lo conosce bene.

PS. Adesso so che la politica sul tibet del P.C.C è la stessa adottata dai Mongoli secoli prima.

PPS. Ci? che so del buddismo tibetano è che di tipo Mahayano e si basa sui: "sutra della saggezza", "Il sutra della Ghirlanda dei fiori", e "Il sutra del loto" Quest'ultimo è stato portato in giappone da Nichiren Daishonin e in Cina da Tien Tai (ora non so come si scrive) ed è uno dei primi sutra se non l'unico che affermava che pure le donne potevano accedere alla buddità e quindi, potevano al pari degli uomini, fare parte di un ordine monastico. Ed appunto, queste correnti buddiste sono state le prime religioni (presumo) ad accettare le donne nell'ordine monastico e a trattarle al pari degli uomini. Stop, non so altro. Ovviamente, questo NON RISPONDE alle tue domande, ma semplicemente, volevo fare un pò l'accolturato (fuori tema)! :(
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Xaratos »
"Ho pieta di coloro; che l´amore di se ha legato alla patria. La patria non è altro che un campo di tende, in un deserto di sassi!" - Antico Canto Tibetano.

cavallo

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« Risposta #76 il: 11 Dicembre, 2007, 01:38:25 am »
per xaratos:
Continuiamo comunque a dialogare, perché io pure imparo dialogando, stai tranquillo, e non sono un iper-esperto di Buddismo (né un tuttologo), ma sto solo attento alle connessioni fra elementi e alle coerenze.

Hai ragionissima: la gente cambia opinione, é legittimo (anche se alcuni lo fanno coscienti, altri perché si vendono): Biagi, Ferrara, Ingrao, Montanelli, Malaparte, Maroni, Bombacci, Brandirali, Bob Dylan, Rutelli, perfino Ratzinger (lo sapevi che inizialmente e fino al 1968 era un teologo di sinistra, allievo di Kung, da lui poi condannato?).

Ma quando il cambio di opinione coinvolge la sfera del sacro e della tradizione sacralizzata (tanto più se avviene ad opera di chi quella tradizione sacralizzata incarna o dice di incarnare), un mutamento vuol dire una RIFORMA (come quella luterana o come la nascita del Cristianesimo paolino dal tronco dell'Ebraismo) e conseguente ROTTURA della tradizione (spesso con scismi, conflitti, talora guerre, ecc.) e sua delegittimazione almeno parziale ma forte (ad esempio, se non ci fosse stata la rottura luterana non ci sarebbero stati, successivamente, neppure l'Illuminismo e il Marxismo!).

Da antropolgo non ho affatto paura di questo (e neppure dei conliti...) né mitizzo la tradizione (come invece nel caso del Tibet ed in altri fanno strumentalmente in molti, quando addirittura non se la inventano come Bossi blaterando a vanvera di "Padania"), ma mi piacerebbe solo che si discutesse del senso e delle conseguenze (ripeto CULTURALI ed IDENTITARIE) di certe riforme/rotture anche per svelare quanto siano strumentali certe difese, tutte politiche ed ipocrite , delle "tradizioni tibetane"...

E su questo, le opinioni mi interessano, non solo di chi é mastro buddhista, ma anche di comuni mortali come me e te
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cavallo »
"anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti" (Fabrizio De André)

Xaratos

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« Risposta #77 il: 11 Dicembre, 2007, 01:46:00 am »
Io buddista sono, ma non tibetano e quindi, non posso rispondere ai tuoi quesiti. Per il momento, ci? che possiamo fare è "stare in campana" e vedere quali ripercussioni potranno avere simili dichiarazioni. Io purtroppo ho un esame imminente e non potrò dedicarmi alla ricerca dell'argomento di cui mi hai parlato prima di gennaio. Anzi, oggi è un altro giorno speciale e particolare se son potuto venire quindi, dubito che per il momento mi rivedrai prima del 20! :( Il dialogo è l'unica strada verso la comprensione reciproca e verso la pace e ovviamente, verso la conoscenza e la saggezza e finché avrò vita, cercherò di non dimenticare queste mie parole.
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Xaratos »
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cavallo

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« Risposta #78 il: 11 Dicembre, 2007, 09:23:36 am »
in bocca al lupo per l'esame e grande rispetto per il tuo Buddhismo e arrivederci a dopo il 20.

Mi stai facendo venire un'ideuzza (così si dimostrerà che sono fissato a cercare di costruire gruppi)....

Che ne diresti (dopo il 20) di creare un Gruppo di studio e di approfondimento su questo Forum ed a partire da dopo il 20 NON dil Buddhisti  o di qualsiasi altra tendenza filosofica o religiosa (sarei contrarissimo a creare "fazioni religiose" in Associna), ma sulla STORIA DELLE RELIGIONI IN CINA, sugli influssi che in campo storico-religioso la Cina ha avuto nei secoli da altre regioni (India, Siberia, Asia Centrale, Iran, Mondo Islamico, infine Europei) e su quelli della Cina verso altre regioni (Giappone, Sud-Est Asiatico, Persia, ecc.), nonché sui riflessi importantissimi della storia delle religioni cinesi sull'arte cinese?

Sai, a Roma esiste una importante tradizione di Antropologia Storica dedicata proprio agli studi storico-religiosi (Pettazzoni, poi il suo allievo Sabbatucci, poi Mazzoleni, con cui ho studiatio anch'io e con cyui collaboro assieme ad altri in una Sezione dell'AISEA - Associazione Italiana Scienze Etnoantropologiche, dedicata all'Antropologia Storica) e in Italia abbiamo avuto grandi studiosi su questo tema come Di Nola e De Martino, qindi si potrebbero approfondire certi punti-chiave nel dialogo non solo fra noi (ad esempio, forse babo é interessato: ne avevamo discusso in un topic in passato...).

Non sto proponendo solo chiacchiere accademico-teoriche, fini a se stesse e non-interessanti per la maggior parte degli Associni; pensa a quante belle cose si potrebbero fare concretamente, su questo terreno, nel territorio (anche collaborando con associazioni come VersOriente di Roma):
-  incontri e dibattiti;
- mostre, video, scritti e schede informative su aspetti della cultura e dell'arte cinese a sfondo religioso;
- ricerche-azioni sulle identità-ponte (ad esempio i Musulmani in Cina, i Gesuiti e padre Ricci in Cina, ec.) utili nella dimensione interculturale in Italia;
- azioni per valorizzare gli elementi immateriali (storico-culturali e quindi anche storico-religiosi, senza confondere pratica religiosa e marketing) di taluni prodotti cinesi (alimenti, bevande, oggetti) in vendita in Italia;
ecc.

Naturalmente un simile gruppo dovrebbe avere un nome che non sia collegato direttamente a una singola religione presente in Cina.

Potrebbe essere un simbolo usato nei secoli in Cina da varie religioni, come le nuvole o il pesce dorato (da cui deriva il dragone) o la montagna o il germoglio del riso.

Che ne dici? (Aspetto la risposta dopo il 20....).
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cavallo »
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Xaratos

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« Risposta #79 il: 12 Dicembre, 2007, 01:04:52 am »
Rispondo subito dato che oggi son tornato prima dal lavoro e ne ho approfittato per venire qua. Son d'accordissimo e per me sarebbe una grande occasione di crescita. Il problema è che con il mio lavoro non riesco a fare molto, quindi, per il momento tutto dovrà limitarsi su internet. Quando cambierò lavoro e avrò la certezza di essermi messo in pari con gli esami, lo studio della mia religione (ho sempre nuove cose da imparare), sarò dei tuoi! :)
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Xaratos »
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Alexia

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« Risposta #80 il: 12 Dicembre, 2007, 14:23:48 pm »
Oh! voi due no vi date dei fuochi, mi raccomando
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Alexia »

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« Risposta #81 il: 12 Dicembre, 2007, 14:29:48 pm »
scusami tanto Alexia, non voglio criticare il tuo Italiano ma non capisco che signiica la tua frase:

"Oh! voi due no vi date dei fuochi, mi raccomando"
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cavallo »
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Xaratos

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« Risposta #82 il: 13 Dicembre, 2007, 04:06:59 am »
Forse intende dire che non dobbiamo darci fuoco a vicenda oppure, che non dobbiamo "amoreggiare"? In un film ho visto che "scambiarsi il fuoco" significa scambiare l'energia vitale con l'altra persona...

Non so te, ma preferisco la prima interpretazione! :D alexia illuminaci, cosa volevi dire?
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Xaratos »
"Ho pieta di coloro; che l´amore di se ha legato alla patria. La patria non è altro che un campo di tende, in un deserto di sassi!" - Antico Canto Tibetano.