Il Governo cinese Eleggera il nuovo Dalailama - page 4 - Attualità - Associna Forum

Autore Topic: Il Governo cinese Eleggera il nuovo Dalailama  (Letto 11316 volte)

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ireneadler

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« Risposta #45 il: 27 Settembre, 2007, 13:49:44 pm »
Citazione da: "Alexia"
Cmq la cultura tibetana è la cultura tibetana, come dice la parola stessa, non è cultura cinese!
Dopo la conquista dalla parte del Governo cinese, Tibet venne considerata una regione di RPC, allora i cinesi di oggi dicono che la cultura tibetana fa parte della cultura cinese!
la cultura originaria cinese è la cultuara Han - cosidetto 汉族文化 - Cmq se Cavallo insiste credo che ha ricevuto troppi insegnamenti comunisti in Cina.


La cultura cinese, comprendilo bene, raccoglie altre 56 etnie, che fanno parte della cultura cinese, è come dire la cultura americana che è vasta copre i pellirossi, i bianchi, gli afroamericani etc. La Cina è un misto, la maggioranza è l'etnia Han, ma non vuol dire che la cultura cinese sia basata solo sulla cultura Han e che altre siano ramificazioni di essa. Alexia visto che sai il cinese, allora la differenza tra 汉族文化 e 藏族文化 dovresti saperlo.

Cavallo ha ricevuto troppi insegnamenti comunisti in Cina?!  :lol:  :lol:  :lol: Che battuta!
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da ireneadler »
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cavallo

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« Risposta #46 il: 27 Settembre, 2007, 14:12:03 pm »
credo che chiunque possa rileggere i vari posts e accogersi chi mente:
- mi si accusa di essere un comunista cinese; peccato che ho ripotato le parole del Dalai lama: un "comunista cinese" pue lui? Che pena!
- mi si accusa di non aver dato le fonti delle afermazioni del dalai Lama; le avevo date, le ho ripetute: beh, allora  sono dichiarazioni del dalai Lama o della RPC? Che pena!
- mi si accusa di non aver detto che "la cultura tibetana e il buddismo fanno parte della cultura cinese"; bastava leggere il primo post per vedere che lo avevo ripotato (non l'ho DETTO io, ma sempre il Ddalai Lama): non sono io a cambiare le sue parole (che bel rispetto per il Dalai Lama!) e trasformarle in "la culura tibetana deriva da quella cinese", una bestialità degna di chi l'ha scritta. Che pena!
- naturalmente non si risponde sulle questioni che il Dalai Lama (non io) pone sul meccanismo di scelta dei Dalai Lama e sul suo NON credere di ssere una reincarnazione del precedente, oltre che sul suo consenso anche alla criticatissima ferrovia in Tibet: é scomodo essere sconfessati nei propri fanatismi anticinesi da un Premio Nobel per la Pace e leader politico-religioso come il dalai Lama, eh?! Che pena!
- io non ho mai detto (sfido a provare il contrario) se la situazione in Tibet sia coloniale o no e non sono io ad aver sostenuto che la politica socioeconomica della RPC ha portato vantaggi al Tibet, ma, lo ripeto fino alla noia, il Dalai Lama: che sia anche lui un bieco agente dei servizi segreti cinesi postmaoisti? Che pena!
- le differenze fra buddhismo tibetano e  cinese esistono, ma io ho slo ricordato che il buddhismo nace in India, non in Cina o in Tibet che c'entrano le differenze con l'origine? Forse che Protestantesimo e Cattolicesimo non hanno la stessa origine in Palestina? Che pena!
- spiegare la frase che "la cultura tibetana fa parte di quella cinese" (specie dopo che si é sottolineata la DIVERSITA' del buddhismo tibetano da quello cinese) come influssi (senza citarne uno) della cultura tibetana in quella cinese attribuiti soprattutto alla dominazione mongola, quando semmai é la cultura mongola che ha influenzato quella di entrambi e certamente più quella cinese su quella tibetana (quando mai la Cina é stata sotto dominio tibetano, a fronte dei periodi di dominio cinee e mongolo sul Tibet) che non viceversa vuol dire fare l processo ale intenzioni del povero Dalai Lama (povero perché ha simili "estimatori"). Che pena!
- non capire quel che dice ireneadler sulla multipresenza di gruppi etnico-culturali in Cina, nella "cultura cinese" (e che non a caso coincide con quel che dice appunto il Dalai Lama...), significa inavvertitamente dare ragione ai peggiori nazionalisti Han della Storia cinese, altro che "difendere il Tibet". Che pena!
- certo che se il governo della RPC ha dinanzi a sé "difensori" del Tibet come chi accusa me di essere un "comunista cinese" perché riferisco le parole del dalai Lama, allora non ha problemi nello sviluppare la sua strategia sul Tibet! Che pena!
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cavallo »
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Alexia

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« Risposta #47 il: 27 Settembre, 2007, 15:49:41 pm »
Citazione da: "ireneadler"
La cultura cinese, comprendilo bene, raccoglie altre 56 etnie, che fanno parte della cultura cinese,

Questo ci hanno detto l'attuale governo cinese!
Ormai gli altri etnie sono già state invasi e messe sotto controllo, rimane  soltanto Dalai Lama che è ancora in esilio!
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Alexia »

cavallo

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« Risposta #48 il: 27 Settembre, 2007, 16:23:49 pm »
1) un conto é dire che un gruppo etno-culturale é discriminato, un altro che non esiste più o esiste solo nei suoi rappresentanti in esilio; é l'ONU, non il governo cinese, a dire che i gruppi etnoculturali esistenti in Cina sono 56, incluso quello tibetano (che resta più numeroso in Cina che in esilio);
2) nella Storia cinese non sono mancate persecuzioni contro le etnie non-Han, ma nessuno storico nel Mondo afferma che alcuna di tali etnie sia stata eliminata dalla Cina; in cambio sono varie CENTINAIA i gruppi etnoculturali eliminati dalla faccia del Pianeta dagli Occidentali nella loro Storia dei soli ultimi 1.000 anni, in forma documentata;
3) in Cina, durante la sua Storia, si sono realizzati enormi masacri e grandi persecuzioni, ma MAI si é sviluppata un'ideologia che sostenesse esplicitamente  lo sterminio (razzista) di etnie non-Han; in Occidente questo é avvenuto varie volte e talora é stato messo anche drammaticamente in pratica; alcuni fra i peggiori esempi:
- dottrina della "limpieza de sangre" contro Ebrei e Musulmani in Spagna (secoli XIV-XVII);
- dottrina della "tierra limpia" applicata dagli Spagnoli in Mesoamerica /(secoli XVI-XVII);
- dottrina Sherman degli USA verso le popolazioni autoctone delle Pianure (dopo la Guerra Civile USA);
- dottrina coloniale italiana in Eritrea (a cavallo fra secolo XIX e XX) ed in Libia ed Etiopia (1911-1941) ed in Slovenia (1941-1945);
- dottrina tedesca nell'Africa Occidentale (oggi Namibia) contro i Boscimani (a cavallo fra secolo XIX e XX);
- dottrina coloniale belga in Congo (XIX secolo);
- dottrina nazista (1930-1945 e suoi eredi);
ecc.
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cavallo »
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Dubbio

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« Risposta #49 il: 27 Settembre, 2007, 23:21:32 pm »
Scusa Cavallo, ma cosa c'entrano con questo topic e con ci? di cui si stava discutendo, le malefatte degli occidentali (che tu comunque citi indebitamente a senso unico)?
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Dubbio »

ireneadler

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« Risposta #50 il: 27 Settembre, 2007, 23:31:46 pm »
Alexia, ti ricordo, che una persona qualunque di una delle etnie minori, ha più diritti di un normale han, non credo che questa sia inciviltà, o colonizzare.
Fatto sta, che Dalai Lama stesso ha proferito quello che cavallo ha riportato, di conseguenza si sta negando da solo l'influenza sul suo popolo. Una personalità religiosa è degno di rispetto quando rimane nella sua sfera spirituale, e non immischiarsi nella politica.
Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da ireneadler »
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Alexia

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« Risposta #51 il: 28 Settembre, 2007, 01:01:16 am »
Citazione da: "ireneadler"
Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.

Appunto!

hai proprio ragione! Date ai Tibetani quel che è di Tibetani!
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Alexia »

cavallo

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« Risposta #52 il: 28 Settembre, 2007, 01:46:10 am »
scusa dubbio, ma non so se quel che scrivo  é in Ugrofinnico o in Italiano (a parte i miei errori di battitura dovuti ad una pessima tastiera, di cui mi scuso), perché mi pare che anche persone pure colte ed attente come te mi contestino elementi che leggendo bene troverebbero spiegazione.

Tu dici: "cosa c'entrano con questo topic e con ci? di cui si stava discutendo, le malefatte degli occidentali".

Ebbene, io cercavo di rispondere ad Alexia che, in risposta ad ireneadler che faceva notare l'esistenza in Cina di 56 gruppi etnolinguistici (compresi, ovviamente, i tibetani), ha affermato:

"Ormai gli altri etnie sono già state invasi e messe sotto controllo, rimane soltanto Dalai Lama che è ancora in esilio!"

Io ho tirato fuori l'Occidente comparativamente (per me i aragoni aiutano a capire la Storia) per far notare che in Cina vi sono stati massacri in guerra, vi sono state (e vi sono) discriminazioni contro  gruppi etnici non-Han, ma A DIFFERENZA CHE IN OCCIDENTE non sono mai esistite ideologie genocide su base etnolinguistica da parte degl Han e pratiche corrisponenti a tali ideologie.

Ti sembra irrilevante il paragone, visto che io, tu e molti altri frequentatori del Forum non siamo né Han né Tibetani, né Mongoli, ma Occidentali, a diferenza di Alexia?

inoltre mi acvusi di "citare le malefatte degli Occidentali a senso unico". io cito 7 esempi e vorrei sapere se:
-  in quei 7 casi  le vittime hanno mai fatto qualcosa di paragonabile ai loro carnefici genocidi occidentali;
- ci sono esempi di genocidi contro gli Occidentali che reggano l paragone con anche uno solo di quei 7, per non dire con l'insieme di quei 7.

Naturalmente sto parlando di genocidi basati, come in quei 7 casi citati, su precise ideologie contro determinati gruppi etnlinguistici, non di inobilio massacridi guerra e di conquista fuori da quella cornice,  come ben capisci.

Ma a questo punto sto davvero andando "fuori-tpic", come dici u e se vogliamo aproondire il tema apri tu un topic a parte su questo, altrimenti, spero la mia risposta sia stata esauriente e.. à la prochaine!
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cavallo »
"anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti" (Fabrizio De André)

hanabi

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« Risposta #53 il: 28 Settembre, 2007, 02:23:37 am »
Cavallo ha delle gravi deficienze a capire le cose quindi è meglio prendere le sue considerazioni per quelle che sono..insignificanti..povero che come al solito distorce ci? che uno dice e che strumentalizza sia la storia che quanto viene detto dal dalai lama..non ha neanche le facolta intellettive necessarie per capire cosa gli si stava criticanto(ad ex ha detto che il dalai lama aveva affermato"che la cultura tibetana è quella cinese"quando invece non erano state queste le parole proferite  dal Dalai lama,il poveretto non ha capito che le parole che aveva usato all'inizio possono benissimo essere interpretate in termini di derivazione di culture..perche il dalai lama NON HA DETTO:la cultura tibetana è quella cinese,questa distorsione deriva dalla sua impostazione ideologica o dalla sua poca conoscenza delle implicazioni delle parole che si usano..davvero poveretto vedo che neanche le considerazioni fatte sui diversi buddhismi sono state capite insieme a molte altre cose..e adesso si parla anche delle colpe degli spregevoli occidentali*_*..davvero che pena! ).Vedo che il puledro si rimangia pure le cose che ha affermato..ah...basta non ne vale davvero la pena di rispondere a un essere cosi in mala fede e strumentalizzatore...mi limiterò di nuovo ad ignorarlo..tanto tutti potranno farsi un idea leggendo i post precedenti..tutti si possono rendere conto di come le mie parole sono state strumentalizzate.Cmq chiuso il discorso cavallo di cui davvero ne ho abbastanza,causa la sua ignoranza e malafede,vi posto un discorso recente del Dalai lama in cui delinea il suo pensiero:

Tibet
Discorso di S.S. il Dalai Lama in occasione del 48? anniversario dell'Insurrezione Nazionale Tibetana
Dharamsala 10 Marzo 2007

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In occasione del quarantottesimo anniversario della pacifica insurrezione del popolo tibetano a Lhasa nel 1959, elevo le mie preghiere ed offro il mio omaggio a tutti quei tibetani che hanno sofferto e sacrificato le loro vite per la causa del popolo tibetano. Esprimo, inoltre, la mia solidarietà a coloro che stanno attualmente soffrendo repressione e prigionia.

Nel 2006 abbiamo visto cambiamenti sia positivi che negativi nella Repubblica Popolare Cinese. Da un lato la posizione di linea-dura è stata intensificata con una campagna di diffamazione contro di noi, ed in modo più inquietante, con l'innalzamento della restrizione politica e della repressione in Tibet. Dall'altro lato, nella Cina stessa, abbiamo visto qualche miglioramento riguardo la libertà d'espressione. In particolare, c'è stato una crescente sensazione, tra gli intellettuali cinesi, che lo sviluppo materiale da solo non sia sufficiente e che ci sia bisogno di creare una società più significativa basata su valori spirituali. Opinioni secondo le quali il sistema attuale sia inadeguato a creare una tale società stanno guadagnando terreno; come risultato di ci? la fede nella religione in generale, e particolarmente l'interesse per il buddismo tibetano e la cultura tibetana, stanno crescendo. Inoltre, ci sono molti, che esprimono il loro desiderio che io faccia un pellegrinaggio in Cina per dare insegnamenti là.

Il ripetuto richiamo del presidente Hu Jintao ad una società armoniosa è lodevole. La base per la realizzazione di una tale società è favorire la fiducia tra i popoli, il che pu? accadere quando c'è libertà di espressione, verità, giustizia ed equità. Dunque, è importante che gli ufficiali, a tutti i livelli, non solo prestino attenzione, ma rendano anche effettivi questi principi.

Per quanto riguarda le nostre relazioni con la Cina, sin dal 1974, realizzando che sicuramente, un giorno, avremmo avuto un'opportunità per impegnarci nel dialogo con la Cina, abbiamo fatto preparativi per ottenere un'autentica, unificata autonomia, per tutti i tibetani, come stabilito dalla costituzione cinese. Nel 1979, il leader supremo Deng Xiaoping propose che, ad eccezione dell'indipendenza, tutte le altre questioni riguardanti il Tibet si sarebbero potute risolvere tramite negoziati. Dato che ci? era in linea con quanto pensavamo, adottammo una linea di condotta a Metà Strada (Middle-Way - ndt) reciprocamente benefica. Da allora, per ventotto anni, abbiamo coerentemente e sinceramente seguito questa linea di condotta, la quale venne formulata come risultato di discussione e analisi complete, basate sugli obiettivi generali di dare un indirizzo agli interessi immediati ed a lungo termine di entrambi, tibetani e cinesi, alla coesistenza pacifica in Asia e alla protezione dell'ambiente. Questa linea di condotta è stata approvata e sostenuta da molti tibetani attivi, dentro e fuori del Tibet, e da molti Paesi.

La ragione principale che sta dietro alla mia richiesta di (al mio progetto per ottenere) una vera autonomia regionale-nazionale per tutti i tibetani, è di ottenere un'autentica uguaglianza ed unità tra tibetani e cinesi, eliminando il grande sciovinismo Han ed il nazionalismo locale. Questo contribuirà alla stabilità del Paese tramite l'aiuto, la fiducia e l'amicizia reciproci tra le due nazionalità, ed al mantenimento delle nostre ricche cultura e lingua basate su di un corretto equilibrio tra sviluppo spirituale e materiale a beneficio dell'intera umanità.

ò vero che la costituzione cinese garantisce l'autonomia nazional-regionale alle minoranze etniche. Il problema è che essa non viene resa effettiva a pieno, e quindi manca di asservire al suo scopo esplicito di preservare e proteggere l'identità, la cultura e la lingua locale delle minoranze etniche. Ci? che avviene sul campo è che molta gente della nazionalità di maggioranza si sono insediate nelle regioni delle minoranze. Dunque, le minoranze etniche, anziché essere messe in grado di preservare le loro proprie identità, cultura e lingua, non hanno scelta che di dipendere dalla lingua e dai costumi della nazionalità di maggioranza nelle loro vite giorno per giorno.. Di conseguenza c'è il pericolo che le lingue e le ricche tradizioni delle minoranze etniche si estinguano progressivamente.

Non c'è nulla di male nello sviluppo di infrastrutture, come una ferrovia di per sé. Tuttavia essa è fonte di profonda preoccupazione che sin da quando la linea ferroviaria è diventata operativa, il Tibet ha visto un'ulteriore incremento del trasferimento di popolazione cinese, deterioramento del suo ambiente, cattivo uso e contaminazione delle sue acque e sfruttamento delle sue risorse naturali, il tutto causando un'enorme devastazione al terreno e rovina per tutti coloro che vi abitano.

Sebbene ci sia stato un certo numero di membri del partito comunista colti e competenti tra le genti delle minoranze etniche è una sfortuna che pochissimi di loro abbiano raggiunto posizioni di comando a livello nazionale e che alcuni di loro siano stati variamente bollati come separatisti.

Nell'ottica di fornire benefici reali per entrambe le nazionalità, di maggioranza e di minoranza, così come per il governo centrale e quelli locali, si dovrebbe dar luogo ad una significativa autonomia. Dato che questa particolare autonomia è per le minoranze etniche, la richiesta di una sola amministrazione per la nazionalità tibetana è sincera, equa e chiara. ? evidente al mondo che non abbiamo secondi fini. ? dunque sacro dovere di tutti i tibetani continuare la nostra lotta fino al raggiungimento di questa ragionevole richiesta. Non importa quanto tempo ci vorrà, il nostro coraggio e la nostra determinazione rimarranno immutati finché non raggiungeremo le nostre aspirazioni. La lotta del popolo tibetano non riguarda la lotta per la condizione di pochi singoli tibetani, è la lotta di un popolo. Abbiamo già trasformato la comunità e l'Amministrazione Tibetana in Esilio in un sistema realmente democratico con una successione dei dirigenti eletti per il popolo dal popolo stesso. Abbiamo avviato, così, una istituzione profondamente radicata, ardentemente sociale e politica, che porterà avanti la nostra lotta di generazione in generazione. Alla fin fine, la decisione ultima verrà presa democraticamente dal popolo stesso.

Sin dalla ripresa di contatti diretti tra tibetani e cinesi nel 2002, i miei delegati hanno portato avanti cinque serie di discussioni di vasta portata con gli ufficiali incaricati della Repubblica Popolare Cinese. In queste discussioni, entrambe le parti sono state in grado di esprimere in chiari termini sospetti, dubbi e difficoltà reali che esistono tra le due parti. Queste serie di discussioni hanno dunque aiutato la creazione di un canale di comunicazione tra le due parti. La delegazione tibetana rimane pronta a proseguire il dialogo in ogni momento, ovunque. Il Kashag provvederà ai dettagli nel suo discorso.

Saluto tutti quei tibetani in Tibet - membri del partito comunista, capi, ufficiali, professionisti e gli altri - che si sono aggrappati allo spirito tibetano continuando i loro sforzi a lavorare per il puro interesse del popolo tibetano. Esprimo la mia profonda ammirazione per il loro immenso coraggio di fare qualsiasi cosa possano a servizio della gente del Tibet. Esprimo anche la mia profonda ammirazione a quei tibetani in Tibet che, contro ogni disuguaglianza, hanno compiuto sforzi per preservare l'identità, la cultura e la lingua tibetana, e per il loro fermo coraggio e la determinazione nel realizzare le aspirazioni della gente tibetana. Confido che continueranno a lottare per la nostra causa comune, con rinnovati dedizione ed impegno. Esorto tutti i tibetani, dentro e fuori del Tibet, a lavorare uniti per un sicuro futuro basato sull'uguaglianza e l'armonia delle nazionalità etniche.

Vorrei cogliere quest'opportunità per ringraziare di tutto cuore il popolo ed il Governo dell'India per la loro decisa ed incomparabile generosità e sostegno nei nostri confronti. Esprimo inoltre la mia gratitudine a tutti quei governi e alla gente nella comunità internazionale per il loro interesse ed il loro sostegno alla questione tibetana.

Con le mie preghiere per la pace e la prosperità di tutti gli esseri senzienti.

Il Dalai Lama

10 Marzo 2007


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Testo originale in inglese sul sito ufficiale del Dalai Lama.
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da hanabi »
yo no naka wa yume ka utsutsu ka utsutsu tomo yume tomo shirazu arite nakereba...

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« Risposta #54 il: 28 Settembre, 2007, 02:37:14 am »
un altra precisazione..ci sono degli ignoranti in storia che negano l'influenza tibetana sulla cina e la mongolia quando invece il tibet ha influenza in modo decisivo la cultura mongola con il lamaismo(ancora oggi il buddhismo tibetano è praticamente religione di stato in mongolia assieme allo sciamanesimo locale)e questa a sua volta a influenzato la cultura cinese...inoltre anche se per poco tempo c'è stata anche una dominazione mongola in alcune parti della cina...povero Dalai lama si..con gente che conosce cosi poco del suo paese e commenta anche le sue parole e lo status del tibet in modo cosi subdolo...davvero povero dalai lama.
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da hanabi »
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« Risposta #55 il: 28 Settembre, 2007, 08:00:42 am »
sono già 2 volte che hanabi dice di voler smettere di scrivere su questo Forum e soprattutto di rispondere a me (chi vuole controlli quel che ha scrito sul topic "faithfreedom") ma chi mente forse anhe su se stesso naturalmente fa sempre il contrario di quel che dice, per cui scommeto he torneà a fare il contrario anhe stavolta e riapparirà: contateci!

Noto cmnque che:
- non risponde più sul fatto che io ho citato frasi del Dalai Lama (con la font, che lui diceva non esserci) che lui inece ha voluto attribuire a me;
- usa un solo discorso del Dalai Lama per cercare di rispondere, ma non pu? negare visto che le fonti non sono della RPC!) che le fonti che ho usato riportano esattamente dichiarazioni del Dalai Lama che afferrmano quel che ho riportato, appunto, con parole testuali;
- nel discorso che lui riporta non si citano le questioni sul meccanismo di scelta dei Dalai Lama, mentre io ero partito da lì, visto che le dichiarazioni del Dalai Lama su QUESTO tema (che é quello su cui un'altraersonma aveva aperto iltopic: ma neppure di qusto hanabi é riuscito a accorgersi) mi erano sembrate molto importanti, in quanto un leader religooso (e  politico)che smantella concettualmente un sistema di scelta secolare (dichiarando che si pu? passare a quello elettivo e che lui non crede di essere la reincarnazone del dalai Lama precedente)sta compiendo una modifica SOSTANZIALE della"tradizione tibetana" e desacralizzando il rurro e credo che solo fanatici come hanabi non capiscanol valoe culturale, storico e politico di un simile fatto;
- per potersi arrampicare sugli specchi e accusarmi hanabi tona  ancora a falsificare le mie parole, anzi come io ho ripotato quelle del dalai Lama, dato he no ho mai detto che il Dalai Lama abbia affermato he "la culura tibetana é quella cinese" (come hanabi scrive) ma che il dalai Lama ha affermato che "la cultura tibetana é parte di quella cinese": dopo aver già cercato falsamente di dire che io avrei riferito che il Dalai Lama dice "la cultura tibetana deriva da quella inese" (il che é falso e stupido) ora ripiega su una nuova falsa versione, dato che chiunque (Italiano, Cinese o Venusiano) abbia frequentato la scuola elementare italiana, imparando a leggere e scrivere in Italiano, sa la differenza fra "la cultura tibetana é la cultura cinese" (frase né mia né del dalai Lama) e "la cultua tibetaba fa parte della cultura cinese" (frase del Dalai Lama riportata da me);
- che i Mongoli abbiano esercitato la dominazione in Cina (in vaste regioni dfi quella che ora é la RPC) per un certo periodo non solo o avevo già detto a differenza di quel che hanabi mi attribuisce, ma lo so bene visto che con quei Mongoli (veri "campioni" delle politiche di stermnio) i Cattolici Occidentali vedi che c'entrano, putroppo) cercarono più volte (dalla missione affidata dal Papa a Fra Giovanni Pian el Carpine a quella affidata ai Polo) l'alleanza per distruggere  Musulmani ed in effetti nel 1260 i Mamelucchi musulmani scofissero in Palestina le truppe alleate  mongole e cristiane;
- che la cultura cinese sia stata influenzata da quella mongola in alcuni elementi é altrettanto vero e lo avevo già detto, anche se (come spesso avviene nella Storia per dominatori più rozzi dei dominati) fu assai più la culura mongola ad essere influenzata da quella cinese, fin dall'epoca di Khubilai Khan;
- che invece la cultura tibetana abbia influenzato quella cinese (ora hanabi dice "attraverso la dominazione mongola") non é vero i misura apprezzabile e fa ridere che un hanabi he mi a attribuito nel suo precedente post di non conoscere la profonda diferenza fra buddismo tibetano (lamaismo) e budismo cinese poi si inventi che il buddismo cinese sarebbe stato influenzato da quello tibetano, attraverso i Mongoli: si dà il caso che i Mongoli siano stato tutto tranne che campioni della diffusione del buddismo (giunto in Cina dall'India, direttamente, non per loro mediazione e ben prima che essi dominassero per un certo eriodo il Tibet), certo furono ANCHE buddisti (lascio a hanabi spiegare come si concil la sbandierata "nonviolenza" del buddismo con le strategie genoidarie dei Mongoli...!) oltre che praticanti riti tradizionali di matrice sciamanica (forse l'unica cosa non falsa a cui accenni hanabi), ma alle corti mongole fu rilevante anche il Cristianesimo Nestoriano, giunto dalla Cina (dove era arrivato nell'VIII secolo dalle popolazion cenrasiatiche a loro volta influenzate dai Nestoriani di Persia) e il Nestorianesimo non a nulla a che vedere col Tibet, e infine i  khanati mongoli figli dell'esplosione dell'impero unitario mongolo adottarono in varie epoche l'ISLAM (tanto caro ad hanabi...) come religione ufficiale, scelta che mi pare leggermene diversa sia da quella dei Cinesi Han, sia dei Tibetani!

Resto in attesa delle nuove falsificazioni nella risposta che  hanabi darà, come al solito facendo il contrario di quel che dice (spero di sbagliare ma non ci conto...)
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cavallo »
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Alexia

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« Risposta #56 il: 28 Settembre, 2007, 12:11:13 pm »
ragazzi sintetizzate!
un discussione tra i ns pareri, non c'è bisogno di fare l'intelletuale qui
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Alexia »

cilex

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« Risposta #57 il: 28 Settembre, 2007, 13:07:25 pm »
Citazione da: "Alexia"
ragazzi sintetizzate!
un discussione tra i ns pareri, non c'è bisogno di fare l'intelletuale qui


quoto perfettamente...
altrimenti dobbiamo mettere due sezioni... uno per noi comuni mortali e l'altra per voi intellettuali con dieci cervelli e km di libri alle spalle :?
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da cilex »
Non lasciatevi scoraggiare da coloro che delusi dalla vita, sono diventati sordi ai desideri più profondi ed autentici del loro Cuore!!!

Giovanni Paolo II 16.X.1978 - 2.IV.2005

ireneadler

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« Risposta #58 il: 28 Settembre, 2007, 13:44:58 pm »
Citazione da: "Alexia"
Citazione da: "ireneadler"
Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.
Appunto!

hai proprio ragione! Date ai Tibetani quel che è di Tibetani!


Alexia non mescolare, ti sto semplicemente scrivendo la divisione dei due poteri(mi sta venendo l'angoscia :? ), quando una personalità religiosa come Papa, Dalai Lama e vari altri, se stessero solo nella loro sfera religiosa, sono persone pure che non si fanno inquinare dai vizi umani, di conseguenza sono di tutto rispetto. E quando mettono le mani nella politica, che ti sia d'esempio tutti gli Stati del mondo e capisci che la politica corrompe chiunque, a loro volta perdono la loro purezza.
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da ireneadler »
知之为知之,不知为不知,是知也。

Dubbio

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« Risposta #59 il: 28 Settembre, 2007, 13:55:43 pm »
Cavallo, resto dell'idea che in questo caso non ci fosse motivo per tirare in ballo gli errori dell'occidente come tu hai fatto.

E' che tu da questi errori sembri ossessionato, il che non aiuta né la serenità né la scientificità delle analisi, che pure sai fare con ottimi livelli di profondità.

Dire che citi a senso unico le malefatte dell'occidente, non è riferito alla singola citazione, ma al metodo che la produce, attraverso il quale tu addebiti all'occidente il nazismo e non gli accrediti la resistenza, gli addebiti la controriforma e non gli accrediti la riforma, gli addebiti l'ideologia e non gli accrediti la filosofia, e potrei continuare, ma sono abbondantemente fuori topic.

Vorrei fare un'ultima osservazione sulla questione hanabi.
Costui mi sembra incapace di confrontarsi con opinioni diverse dalle sue e mi sembra anche molto poco interessato a comunicare qualcosa agli altri, dato che sembra che scriva per sè stesso.
E' inoltre piuttosto incline all'insulto, il che conferma la mia opinione su di lui.

Ma non credo proprio che sia utile che tu scenda al suo stesso livello trasformando la discussione in una gara a chi offende meglio l'interlocutore.

Le idee di hanabi sono già abbastanza squalificate dal come egli le esprime, da non richiedere fiumi di parole e tantomeno insulti per essere contraddette.
« Ultima modifica: 01 Gennaio, 1970, 01:00:00 am da Dubbio »