La metropolitana bucava l'aria di una precisione
chirurgica. Andava dove la signora di fronte
volgeva lo sguardo
-vuoto di emozioni,
vuoto di vita,
colmo di ribrezzo-
Capelli canuti le scendevano in spalla,
una brezza suonava le corde
del suo animo perduto
Da un suo pensiero, l'osanna del desiderio
si fece inquietante.
Possibile che la carne fragile nutrisse il subconscio?
Chiusi gli occhi la porta s'aprì, una folla di sudici
seguaci della giovinezza, i giovani seguaci
dell'indifferenza si scaraventarono dentro,
ammassati, legati dal minimo comune senso
del delirio.
La signora li soppesò con il fiuto stagionato.
Ci? che rimase fu un retrogusto dolce-amaro.